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Zecchino d’Oro: intervista a P. Caspoli

Edizione del: 19 novembre 2013

Padre Alessandro Caspoli, 51 anni, da 13 anni è direttore dell’Antoniano di Bologna dei Frati Minori Francescani, noto soprattutto per l’attività legata allo Zecchino d’Oro, anche se invece le attività parrocchiali sono tantissime, soprattutto legate alla povertà.

News Cattoliche ha incontrato Padre Alessandro in vista della prossima edizione, la 56ma edizione, dello Zecchino d’Oro.

Quest’anno allo Zecchino d’Oro che cosa troveremo nelle canzoni, quali temi saranno affrontati?

“Tutte e 12 faccio fatica a ricordarmele. Quella che rappresenta la Svizzera è tutto un gioco legato al mondo del cioccolato.  Una racconta una storia di un bambino che vede i suoi nonni innamorati, un altra racconta la storia di un bradipo, un’altra la storia di una ranocchia,  gli animali ci sono sempre tutti gli anni. C’è una canzone legata a un gioco di un bambino secchione che è un po’ particolare perché riprende anche un personaggio storico. C’è un’altra canzone che parla di una ninna nanna della neve, legata al mondo invernale, c’è una canzone legata ai giochi di parole. Anche quest’anno abbiamo cercato di fare una selezioni di canzoni che vanno dai bambini più piccoli fino ai bambini più grandi, quindi canzoni ritmiche, semplici, fino alle canzoni melodiche più magari con temi anche più impegnati”.

Quest’anno sono arrivate ben 383 canzoni?

“Si, sono arrivate 383 canzoni, un po’ tutte le parti del mondo, come ogni anno, anche se con qualche polemica. Le polemiche ci sono tutti gli anni, ma fanno parte del gioco”.

Da 13 anni sei alla guida dell’Antoniano e di conseguenza anche dello Zecchino d’Oro. Come vedi il panorama musicale dei testi per l’infanzia?

“Ho visto una conferma. C’è sempre di più c’è un’attenzione sempre maggiore a certe tematiche legate anche all’attualità. Spesso vengono molte canzoni legate ad argomenti che sono trattati nei tempi, molto legate al tema della pace, dell’ecologia. Ci sono abbastanza tematiche così, molto presenti. A volte c’è qualcuno che pensa che essendo noi dell’Antoniano, tematiche a carattere religioso, abbiano maggiore presa, ma non lo sono. Perché poi, come abbiamo sempre fatto all’Antoniano, abbiamo cercato più di privilegiare i valori da insegnare ai bambini, che temi prettamente o espressamente religiosi”.

Quest’anno a curare la parte del disco, Gianfranco Fasano, un autore storico dello Zecchino d’Oro, con anche diverse vittorie?

“Esatto. Fasano non parteciperà più come autore, ma parteciperà come coordinatore della compilation. E’ un discorso di qualità. Il lavoro di 20 anni fatto dal precedente coordinatore, il Maestro Siro Merlo è stato eccezionale, e ha portato anche delle svolte incredibili da parte dello Zecchino d’Oro. Come in tutti i progetti ci sono dei passaggi, dei passi in avanti, indietro ancora non lo sapremo, ma certamente dei cambiamenti che portano anche a vedere il lavoro che può essere fatto anche in maniera diversa”.

Quando l’avete detto a Gianfranco, ti affidiamo a te questo incarico, lui ha messo in conto di non dover più scrivere, almeno per ora?

“Certo, certo. E’ un lavoro diverso, è un lavoro più completo a 360 gradi, ma è un lavoro che ha preso con molta serietà”.

Le selezioni dello Zecchino sono per voi molto importanti, come mai?

Perché è per noi il modo più diretto che abbiamo di incontrare tanti bambini e le loro famiglie,  che apprezzano il nostro mondo, e quello che viene fatto attraverso il nostro impegno, non solo con le selezioni, le canzoni ma soprattutto con la solidarietà. Ci aspettiamo sempre una conferma, perchè in fondo le selezioni oltre a ricercare i bambini, servono anche a capire quanto è ancora radicato sul territorio ciò che facciamo. Ma ci aspettiamo anche uno sviluppo perché noi nel futuro cercheremo di fare progetti più vicini ai bambini, alle scuole e alle varie realtà che usano la musica e la canzone per educare”.

Quest’anno cade un importante compleanno per il Coro dell’Antoniano?

“50 anni. Abbiamo fatto vari avvenimenti, uno al mese, culminati con una grande festa a Bologna lo scorso 4 ottobre”.

Quando terminerà il tuo mandato all’Antoniano?

“Probabilmente quest’anno, quest’anno abbiamo i cambiamenti. Noi come Frati Minori abbiamo ogni tre anni la riconferma o la sostituzione, quindi ogni tre anni noi siamo in discussione”.

Si, però il tuo Predecessore, Padre Berardo Rossi, recentemente scomparso, è stato direttore dell’Antoniano per tanti decenni, e News Cattoliche ti  augura di rimanere alla guida per tanti anni. Però, quando terminerà, che cosa ti piacerebbe che rimanesse del tuo impegno in questo particolare ambito?

“Il mio impegno nell’Antoniano, è un po’ più ampio, non legato solamente allo Zecchino. Lo Zecchino è un consolidamento, e qualche cambiamento è stato fatto, non radicale, invece su altre aree dell’Antoniano c’è stato un cambiamento o un consolidamento di certe aree che forse erano state in parte un po’ ridimensionate nel passato. Tutta l’area legata alla solidarietà, all’attenzione dei senza dimora della nostra città, ad una sensibilità sociale sempre più spinta e non solamente come promozione, ma anche come azione concreta nei confronti. Sono le cose che a Bologna abbiamo cercato di portare avanti, che in questi ultimi anni abbiamo sviluppato moltissimo. Forse quello potrebbe essere un’eredità da lasciare; un Antoniano sbilanciato molto nell’ambito sociale”.

Ormai il patrimonio musicale dell’Antoniano dello Zecchino, è un patrimonio enorme, anche con un coro che ha fatto tante incisioni aldilà delle canzoni dello Zecchino d’Oro. Quando si incomincerà, visto che ora ci sono tanti canali multimediali, a rivalorizzare questo materiale d’archivio?

“Ci stiamo lavorando”.

Quindi presto ci potranno essere novità?

“Si tratta sempre di trovare anche partner giusti. Il problema che adesso stiamo trovando partner giusti e stiamo cercando di fare in modo che tutto quello che abbiamo noi che poi possiamo usare. Tutta una questione di diritti e tutto il resto, che è abbastanza complesso per capire cosa possiamo portare avanti e cosa si può fare. Ma con il partner giusto, contiamo di poter sviluppare molto bene”.

Una canzone a cui tu sei affezionato di più?

“Una canzone di quando ero bambino io, ‘E’ fuggito l’agnellino’”.

Franco Mariani


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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