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Yad Vashem ricorda Card. Dalla Costa

Edizione del: 30 giugno 2013

C’è anche la straordinaria storia del salvataggio degli Ebrei da parte dell’Arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa e dei suoi sacerdoti, Cipriano Ricotti e Giacomo Meneghello, nella rassegna che si apre allo Yad Vashem di Gerusalemme e che si intitola “Sono il guardiano di mio fratello”.

Atti di eroismo e di coraggio che sono valsi all’Arcivescovo nel 2012 e a Padre Ricotti nel 1994 il titolo di “Giusti tra le Nazioni”, il massimo riconoscimento del Memoriale della Shoah di Gerusalemme.

La mostra – che celebra i 50 anni dei “Giusti”, finora sono in tutto 24.800 di tutti i Paesi, ed è curata da Yehudit Shendar, insieme a Irena Steinfeldt – descrive attraverso dei filmati, opera di Gabi Biliovitz e Oren Neeman, l’aiuto portato dai non-Ebrei agli Ebrei durante le persecuzioni.

Divisa in cinque parti, ogni sezione illumina il complesso delle situazioni umane coinvolte nell’opera di salvezza.

Il filmato di 8 minuti, incentrato sulle vicende di Dalla Costa e di Padre Ricotti, si intitola “Sotto la buona azione della Croce” e racconta appunto l’articolata azione messa in campo dall’Arcivescovo di Firenze nel settembre del 1943 per portare soccorso agli Ebrei, a partire dalle semplici parole con le quali chiese al sacerdote di farsi carico di tutto: “Credi che sarai in grado di dedicare te stessa al salvataggio degli Ebrei?”.

Dalla risposta affermativa del prete – e dalle lettere di presentazione per Monasteri e Conventi fornite da Dalla Costa stesso – ebbe inizio una complessa catena che coinvolse anche il Rabbino Nathan Cassuto e Raffaele Cantoni della Delasem, l’Organizzazione Ebraica di Aiuto, e che portò al soccorso di molti Ebrei.

Purtroppo, non sempre senza successo: come nel caso delle donne Ebree nascoste da Padre Ricotti nel Convento delle Suore Francescane Missionarie Di Maria a Piazza del Carmine a Firenze, tra le quali Wanda Pacifici, moglie del Rabbino Riccardo Pacifici di Genova, e i suoi due figli.

Se i ragazzi, Emanuele, padre dell’attuale Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, e Raffaele si salvarono, lo stesso non fu per la madre e le altre donne Ebree che vennero catturate dai tedeschi e portate in Germania.

Nella Shoah perì anche il Rabbino Pacifici.

Gli altri 4 film della rassegna sono dedicati alle storie degli Ebrei in fuga; a quelle dei bambini Ebrei nascosti e alle loro identità perdute; a coloro che pagarono con la vita il tentativo di salvarsi e, infine, a quelle dei “pochi” che si rifiutarono di obbedire alla macchina burocratica Nazista, sfidando i loro superiori.

“La mostra – ha detto il Presidente dello Yad Vashem, Avner Shalev – presenta un affascinante fenomeno storico in cui un individuo decide di andare contro corrente e, attraverso grandi rischi, salvare delle vite”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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