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Vescovo spendaccione dal Papa

Edizione del: 14 ottobre 2013

Il controverso Vescovo di Limburg (Assia), Mons. Franz-Peter Tebartz-van Elst, oggetto da settimane di una rivolta dei parrocchiani e di richieste di dimissioni,  sabato, secondo il giornale Frankfurter Allegemeine Zeitung , doveva arrivare a Roma dove doveva rimanere fino a giovedì.

Il Portavoce dell’Episcopato aveva detto venerdì: ”non posso nè confermare nè smentire”.

Con tale mossa il Vescovo spendaccione voleva anticipare il Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, l’Arcivescovo Robert Zollitsch, che in settimana sarà ricevuto da Papa Francesco proprio per aggiornarlo sulla critica situazione a Limburg.

Invece, stando al tg della sera dell’Ard di sabato, il Vescovo spendaccione non sarebbe partito, decidendo di rinviare la partenza alla settimana prossima.

Poi domenica sera è arrivata  la conferma da un portavoce dell’ episcopato, Martin Wind, all’agenzia Dpa, che il Vescovo spendaccione è già a Roma.

Il portavoce ha indicato che il vescovo ha in programma colloqui in Vaticano senza, precisare il calendario degli appuntamenti.

Anche sul rientro di Tebartz-van Elst, il portavoce di Limburg non ha fornito indicazioni.

In una dichiarazione, il Vescovo ha fatto sapere di soffrire per la situazione e di rimettere una decisione sul futuro “nelle mani del Santo Padre”.

Il caso del Vescovo Tebartz-van Elst, al centro da settimane di critiche per il suo stile autoritario e i costi faraonici della ristrutturazione del palazzo vescovile, sembrerebbe dunqua ad una svolta.

Le richieste di dimissioni, all’interno della Chiesa tedesca stessa, si moltiplicano.

Lo stesso Zollitsch si è distanziato pubblicamente giovedì scorso dal Vescovo e considera la situazione a Limburg, che ha provocato peraltro fuga in massa di fedeli dalla Chiesa, ormai insostenibile.

“Molti nella Chiesa, anche molti fratelli Vescovi, si aspettano le dimissioni”, ha detto invece il Presidente del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi, Alois Glueck.

Da un bilancio iniziale stimato in 5,5 milioni di euro, il progetto della residenza vescovile e’ esploso a 31 milioni, e probabilmente oltre, lasciando tutti increduli: parrocchiani e gerarchie ecclesiastiche.

Inoltre è diventato un caso anche per la giustizia tedesca, fatto senza precedenti in Germania.

La Procura di Amburgo ha chiesto un dibattimento con rito abbreviato, quindi senza processo, accusando il Vescovo di avere mentito in una dichiarazione giurata resa in relazione a un suo viaggio nel settembre 2012 in india per andare a trovare una comunità di bambini poveri.

Sotto giuramento avrebbe detto ai giudici di aver viaggiato in business anzichè in prima.

Inoltre, dopo che sono arrivare almeno una decina di denunce da tutte le parti per gli sperperi finanziari per la sede vescovile, la Procura sta vagliando se aprire un procedimento formale nei confronti del Vescovo.

Secondo il giornale che ha annunciato il viaggio in Vaticano,  Tebartz-van Elst godrebbe tuttora del sostegno di forze influenti nella curia in Vaticano, fra cui il Prefetto della Congregazione della Fede, Arcivescovo Gerhard Ludwig Mueller, il quale a settembre aveva parlato di una “campagna” contro il Vescovo e annunciato che sarebbe rimasto nell’incarico.

Secondo un recente sondaggio 3 tedeschi su 4, compresi i Cattolici, chiedono le dimissioni del Vescovo spendaccione, mentre  il 71% dei tedeschi, ma il 76% dei Cattolici, il 74% dei Protestanti ed il 69% delle persone senza confessione religiosa chiedono la rimozione del Vescovo, decisione che però spetta solo dal Papa.

Solo il 14% del campione ritiene che Tebartz-van Elst debba rimanere al suo posto e continuare ad esercitare la sua missione Pastorale.

Tebartz-van Elst è un “bugiardo” e un “vigliacco”, ha attaccato Jochen Riebel, uno dei 3 Membri del Consiglio di Amministrazione del Patrimonio della diocesi, che teoricamente – se il Vescovo avesse fornito le informazioni necessarie – avrebbe dovuto vigilare sui bilanci.

Dalle prime indagini è emerso che Tebartz-van Elst sapeva dell’esplosione incontrollata dei costi quando, lo scorso giugno, ha quantificato le spese in meno di 10 milioni di euro.

I 31 milioni di cui si parla, inoltre, sarebbero in gran parte dovuti alle continue richieste del Prelato, il cui appartamento da solo sarebbe costato 2,9 milioni di euro.

“Solo giovedì 10 ottobre 20 Cattolici hanno lasciato la Chiesa. Normalmente ne capita uno ogni 2 giorni”, ha spiegato il Responsabile Amministrativo Cittadino.

Circa una sessantina di parrocchie locali ha poi annunciato di voler avviare una “staffetta di preghiera” per una rapida soluzione della vicenda.

Intanto un Portavoce della diocesi ha reso noto che non sarà pubblicata la lettera di spiegazioni annunciata dallo stesso Tebartz-van Elst in un’intervista.

L’Addetto Stampa non ha fornito spiegazioni, ma l’impressione è quella di un uomo accerchiato, sul punto di cedere.

E pensare che la sede vescovile non voleva essere una manifestazione di lusso sfrenato, ma solo un’opera “capace di farsi ammirare ancora tra 100 anni”, ha spiegato l’Architetto che ne ha curato la ristrutturazione, Michael Frielinghaus.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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