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Vescovi spagnoli contro leggi ingiuste

Edizione del: 24 novembre 2013

I Vescovi spagnoli sono preoccupati “che l’unità della nazione possa arrivare a rompersi e reclamano ai Politici il rispetto delle norme basilari, come la Costituzione”.

Lo ha detto il Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Cee, Antonio Maria Rouco Varela, nella conferenza inaugurale dell’Assemblea Plenaria della Cee, svoltasi questa settimana a Madrid.

Rouco Varela ha espresso anche preoccupazione che “le ferite provocate dal terrorismo a tante vittime e alla società non si curino in ragione della strada del perdono e della misericordia cercata, accettata e concessa di cuore”.

L’Arcivescovo di Madrid ha inoltre assicurato che in Spagna i rapporti fra Chiesa e Stato sono “regolati sufficientemente bene” dagli accordi firmati nel 1979 fra la Santa Sede e lo Stato e che, a suo giudizio, “riflettono fedelmente sia i principi del Concilio Vaticano II sia della Costituzione spagnola”.

Rouco Varela ha insistito sulla preoccupazione dei Vescovi “per il presente e il futuro del matrimonio e della famiglia”, al cui peggioramento contribuiscono “leggi ingiuste”.

Ed ha annunciato che la Chiesa solleciterà “con inesauribile insistenza” i Governanti per “una svolta positiva della legislazione e della politica sul matrimonio e sulla famiglia”, che includerà “la problematica della bioetica e il diritto alla vita”.


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