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Vescovi emiliani su Halloween

Edizione del: 30 ottobre 2013

La festa di Halloween è importante per i satanisti ma è contraria all’autentica vocazione Cristiana.

Questa, in estrema sintesi, la posizione espressa dalla Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna e messa nero su bianco in un capitolo del volume “Religiosità alternativa, Sette, spiritualismo. Sfida culturale, educativa, religiosa” redatto appunto dalla Conferenza Regionale dei Vescovi e pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

“Il Cristiano non può accettare tale festa, così com’è proposta oggi, in quanto è legata strettamente ad atteggiamenti superstiziosi ed è contraria a l’autentica vocazione Cristiana, per la quale ‘tutti i fedeli d’ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a una Santità, la cui perfezione è quella stessa del Padre celeste’, Concilio vaticano II, Costituzione Dogmatica sulla Chiesa ‘Lumen Gentium’ n. 11,” si legge nel brano del volume fresco di stampa.

Halloween, che si celebra la notte del 31 ottobre, “intende fare riferimento a tradizioni della cultura celtica e anglosassone, successivamente entrate in contatto e influenzate dal messaggio Cristiano e dalla sua cultura” spiegano i Vescovi, ricordando infatti che “il termine Halloween o Hallwe’en, da All-Hallows’-Eve, significa letteralmente ‘Vigilia di tutti i Santi’ o Vigilia di Ognissanti”.

“Ma oggi chi la celebra – ammonisce la Cei Emilia Romagna – anziché predisporre il proprio cuore a festeggiare i Santi, persone positive ed esemplari che hanno vissuto realmente su questa terra, preferisce far festa a un immaginario Jack-o’-lantern rappresentato da una zucca vuota illuminata al suo interno, a fantasiosi fantasmi e folletti, a immaginari mostri, streghe e vampiri, all’occulto, al male”.

Non solo: “Oggi Halloween è una festa importante per i satanisti e corrisponde alla vigilia dell’anno nuovo secondo il calendario delle streghe” proseguono i Vescovi, rimarcando infine che “il Cristiano sa bene che la morte non ha l’ultima parola sulla vita e che la Chiesa nella Festa dei Santi e in quella seguente dei Defunti è chiamata a testimoniare la consapevolezza della vita che continua nella comunione dei Santi”.


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