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Vescovi Campani su Processioni

Edizione del: 10 maggio 2013

Correggere le disfunzioni ed evitare l’infiltrazione della criminalità nell’organizzazione di feste religiose, in particolare le Processioni, come dimostrano i casi di Nola e Castellammare di Stabia, ma anche in alcuni quartieri di Napoli, come Barra e San Giovanni a Teduccio.

Con un documento sottoscritto dai rappresentanti di tutte le diocesi, la Conferenza Episcopale Campana detta nuove norme per il corretto svolgimento delle feste popolari di carattere religioso e ribadisce la “ferma condanna” per qualsiasi intromissione della malavita organizzata.

Il vademecum, che non va inteso come “una gabbia per rinchiudere la libertà e la spontaneità dei fedeli”, riprende e in parte modifica le direttive del 1973.

I Vescovi ribadiscono che le feste religiose sono di “esclusiva competenza dell’Autorità Ecclesiastica”, ogni nuova manifestazione va autorizzata e il soggetto preposto all’organizzazione deve essere il Consiglio Pastorale parrocchiale.

Si ridimensiona quindi il ruolo dei Comitati, che non possono in nessun modo interferire nella processione.

“L’assenza di norme valide per tutti – spiega il Vescovo di Nola, Beniamino Depalma – offriva delle giustificazioni a chi intendeva trasgredire. Ora le regole ci sono e il controllo è affidato ai Vescovi. Facciamo sempre affidamento alla responsabilità dei parroci, che non sono più soli nel fronteggiare il furore dei Comitati”.

Anche il Vescovo di Salerno, Luigi Moretti, sottolinea che “il vero problema è evitare che i sacerdoti si sentano in prima linea in questa battaglia”.

Il documento vieta inoltre di lasciare denaro sulla statua, metterla all’asta o farla trasportare dai migliori offerenti, mentre una parte delle offerte raccolte devono essere devolute per gesti di carità.

Un’altra raccomandazione riguarda i momenti ludici, che devono essere distinti dalla funzione religiosa, evitando spreco di denaro per la musica o i fuochi artificiali.

“Era necessario un aggiornamento delle norme – dice l’Arcivescovo di Napoli e Presidente della Conferenza Episcopale Campana, Cardinale Crescenzio Sepe – tenendo conto anche del contesto particolare in cui si svolgono queste manifestazioni. L’obiettivo principale è quello di rinnovare la fede dei credenti e dare un senso più pieno a questi eventi”.

Sul controllo da parte della Chiesa in occasione di Manifestazioni particolarmente a rischio, il Cardinale precisa che “ci assumiamo la responsabilità della parte Ecclesiale e Pastorale, ma non abbiamo nulla a che fare con tutto ciò che non ha contenuto religioso, la cui responsabilità spetta alla Autorità Civili”.

Riprendendo le parole di don Aniello Manganiello, che in merito alla processione dei Gigli di Nola ha accusato la Chiesa di essere “distratta” su una festa “completamente contaminata dalla camorra”, Depalma invita alla prudenza, spiegando che “bisogna vigilare sulle possibili infiltrazioni, che vanno provate, mentre sparare a zero sull’intera comunità condanna tutti. Cancellare la festa non risolve il problema – ragiona – bisogna intervenire dall’interno purificandola e orientandola nella giusta direzione”.

Anche per il Vescovo di Vallo della Lucania, Ciro Miniero, “la pietà popolare è espressione della fede e va tutelata, scrostandola da fenomeni di prepotenza, che vanno contrastati in ogni modo, se necessario anche sospendendo la Processione, come accaduto in passato”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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