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Vesc. Solmi: riconoscere unioni di fatto

Edizione del: 10 gennaio 2014

Monsignor Enrico Solmi, Vescovo di Parma e Presidente della Commissione Episcopale per la Famiglia e la Vita, ha lanciato un allarme: “è chiarissima la deriva che viene data e proposta anche in Italia: il favorire progressivamente, attraverso sentenze, soluzioni di fatto, un riconoscimento delle unioni di fatto e anche delle unioni di persone omosessuali”.

“Vorremmo che la legislazione, e direi soprattutto le sentenze, abbiamo un’attenzione a considerare il dettato costituzionale dei numeri 30 e 31 della Costituzione; una lettura serena e fruttuosa di questo – avverte Mons. Solmi – consentirebbe un dialogo che in questo momento non è possibile riscontrare e vedere”.

Una dimostrazione di questo “sono anche le ultime affermazioni che sono rimbalzate sui mass media. Parlare di famiglia significa avere una relazione uomo-donna che si palesa, si ratifica davanti alla società: la famiglia che parte, appunto, da questo legame pubblico è eminentemente sociale”.

L’auspicio del Presidente della Commissione Episcopale per la Famiglia e la Vita è che si arrivi “a una tutela dei diritti, e delle persone in quanto tali; diritti che vanno anche in considerazione della relazione che un uomo e una donna non sposati possono intessere, e di una relazione che può essere arricchita anche dalla presenza di figli o, comunque, una relazione di aiuto che comprenda l’assistenza sanitaria, i beni delle 2 persone, quindi il discorso dell’eredità. Questo percorso è assolutamente fattibile facendo riferimento al Codice Civile e ai diritti della persona. Codice Civile – conclude Mons. Solmi – che può essere anche adeguatamente modificato per fare spazio a queste situazioni che, oggettivamente, da un punto di vista numerico sono significative”.


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