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Vesc. Negri contro movida

Edizione del: 8 luglio 2013

Il Vescovo di Ferrara si mobilita contro la “movida” e i bivacchi notturni nella piazza della Cattedrale.

Monsignor Luigi Negri, Esponente di primo piano di Cl e da pochi mesi alla guida della diocesi dopo aver retto quella di San Marino-Montefeltro, nei giorni scorsi aveva parlato di “postribolo a cielo aperto”, riferendosi a quello che accadrebbe in tarda serata e di notte nell’area.

Ora rilancia, minacciando di far recintare la parte della piazza antistante l’ingresso del Duomo: “vedremo cosa diranno il Prefetto e il Questore, il Sindaco e tutte le Autorità. Ma se le cose non dovessero cambiare adotterò un intervento drastico”, perché il problema “va affrontato senza girarsi dall’altra parte: è una questione di carattere morale e culturale”.

La politica non c’entra, sottolinea: “Io non faccio guerra a nessuno, non ho avversari. Ho sollevato un problema reale, che va risolto. Cosa fanno le istituzioni in favore dei giovani? Ancora troppo poco”.

“A proposito – si domanda – qualcuno ha mai chiesto qualcosa ai ferraresi su cosa ne pensano? Si fanno referendum su tutto, perché non su questo argomento?”.

Al fianco del Vescovo si schiera il Capitolo Cattedrale, Ente proprietario della Basilica di San Giorgio, che in una nota parla di “degrado morale di tanta gioventù alla quale si consegna la nostra città patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco”, ribadisce che l’area antistante la chiesa “è diventata ‘discarica’ dei bisogni fisiologici sollecitati dall’alcol” e la piazza si è trasformata in “ribalta di spettacoli al limite della decenza e anche oltre la decenza”.

Nelle parole accorate del Vescovo Negri, rileva il Capitolo, c’è “la paura di una deriva morale sempre più reale”.

“Di postriboli in Italia ce ne sono ben altri e di ben più alto livello”, replica il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Pd e Cattolico, “il primo Sindaco Cattolico in questa città”, sottolinea.

“Certo nessuna giustificazione per gli imbecilli, per i violenti e per i provocatori, ma chi parla con loro? A noi genitori ferraresi servirebbero nuove porte aperte, non nuovi cancelli”.

La società giovane di Ferrara, spiega, “solo con una forzatura può essere descritta come assorbita fra alcol e droga”; i giovani “sono molto lontani dal meritare un giudizio sommario che, come tutti i giudizi sommari, anche quelli della Chiesa, sono figli della cultura della demolizione delle relazioni e non della costruzione del dialogo”.

“Può essere – aggiunge Tagliani – che la movida abbia anche qui preso la mano, sarebbe comprensibile in una città così piccola con 16.000 universitari, dei quali quasi la metà fuori sede, ma è passato appena un anno dall’Ordinanza restrittiva, ai limiti del legittimo, dopo una rissa coi Vigili Urbani, in piazza, ordinanza che ha attirato sul Sindaco centinaia di insulti sul web. Non ricordo in quella circostanza nessun segno di sostegno”.

E conclude con un invito: “La messe è tanta e gli operai pochi, almeno si lavori insieme”.

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