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Vesc. Mina su situazione Egitto

Edizione del: 21 agosto 2013

Sono almeno 30 le Chiese, Copte, Cattoliche, Ortodosse e Protestanti, date alle fiamme in questi giorni in Egitto.

E poi sono stati presi di mira anche case, scuole, monasteri e negozi gestiti dai Cristiani, da Suez a Minya, da Sohag ad Assiut.

Della situazione in Egitto, delle preoccupazioni della popolazione e dei Cristiani, ha parlato il Vescovo di Giza, Monsignor Antonious Aziz Mina che sottolinea come tutto il popolo sia compatto “tranne i Fratelli Musulmani che hanno governato per un anno facendo vedere il peggio di quello che hanno da esprimere”.

“Le statistiche – continua Monsignor Mina – dicono che gli appartenenti al Gruppo non sono più di 700 mila. Adesso emerge che sono legati ad Al Qaeda, un’Organizzazione terroristica, e anche ad Hamas. Non hanno alcun interesse, né per il Paese, né per gli egiziani, per nessuno. Hanno un unico interesse: quello dei Fratelli Musulmani. In questi ultimi giorni sono state bruciate decine di Chiese tra Cattoliche, Ortodosse e Protestanti. Pensano che, in questo modo, i Cristiani entreranno in conflitto con il Governo e con l’Esercito e pensano dunque di seminare il disordine in tutto il Paese. Invece, i Cristiani sono consapevoli che c’è un prezzo da pagare per isolare queste fazioni che non hanno alcuna forza ed esperienza politica. La forza che hanno è solamente terroristica”.

Per Monsignor Mina “non c’è una guerra civile! Si parla di guerra civile quando ci sono due fazioni ben distinte. Se queste fazioni manifestassero pacificamente nessuno direbbe nulla! Invece, vediamo bruciare, torturare, uccidere, distruggere? Non c’è una guerra civile!”.

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