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Vesc. Ferrara su abusi prete

Edizione del: 29 ottobre 2013

L’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa, Luigi Negri riguardo la vicenda, portata alla luce dalla trasmissione “Le Iene” di Italia1, di don Pietro Tosi, 87 anni, il sacerdote ferrarese che nel 1980 abusò di una ragazzina di 14 anni nello studio della parrocchia di Cornacervina e la lasciò incinta, sostiene che “indubbiamente occorrerà sempre di più, soprattutto nell’ambito della vita delle nostre parrocchie, un’autentica e fraterna vigilanza gli uni sugli altri perché le nostre comunità siano comunità sane, sia moralmente che religiosamente”.

Il figlio, Erik Zattoni, che 2 anni fa dall’esame del Dna ebbe la conferma che il sacerdote era suo padre, ora combatte una battaglia perché Papa Francesco riduca don Tosi allo stato laicale.

“La terribile vicenda che è stata al centro di queste giornate, di cui portiamo il peso senza esserne causa – scrive Negri – è una prova a cui dobbiamo rispondere per la verità della nostra vita Cristiana e della nostra missione”.

Per questo, osserva in un altro passaggio, “credo che venga chiesto innanzitutto all’intera Chiesa diocesana, come ho già indicato in questi mesi, di maturare la coscienza della propria identità ecclesiale e una nuova corresponsabilità missionaria”.

A giudizio dell’Arcivescovo ferrarese “indubbiamente – occorrerà sempre di più, soprattutto nell’ambito della vita delle nostre parrocchie, un’autentica e fraterna vigilanza gli uni sugli altri perché le nostre comunità siano comunità sane, sia moralmente che religiosamente, consentendo così al Vescovo di esercitare pienamente la sua funzione di guida. Credo allora che: riscatto dell’identità, rinnovata unità attorno al Vescovo, ripresa della missione in un clima di autentica benevolenza ecclesiale, senza gelosie, senza riserve, senza menzogne, ci permetterà di portare gli uni i pesi degli altri e così adempiere la legge del Signore. Trent’anni – chiosa Negri – fa si è sbagliato ma l’errore di allora si potrebbe ripetere ancora in futuro, se venisse trascurato questo mio invito”.

Il quotidiano di Ferrara riporta invece un intervento di Monsignor Rabitti, Arcivescovo di Ferrara dal 2004 al 2012, “Quello che dovevo fare come uomo di verità e di legge, con un continuo consulto con i Superiori della Chiesa, è stato fatto”,  e presenta, in prima pagina, anche una intervista a don Pietro Tosi.

“Sto vivendo nello sconforto e nella disperazione – spiega al giornale – mi sento come una pannocchia gettata in mezzo alla strada e calpestata da tutti. Vorrei che il Signore mi prendesse con se”.

Quanto a un possibile incontro con Erik, taglia corto, “non me la sento di farlo. Non sono pronto. Preferisco di no. Ho confessato i miei peccati e chiedo al Signore perdono per tutto”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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