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Vesc. Bianchi su nuovo ospedale

Edizione del: 16 luglio 2013

Il Vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, davanti alla decisione, presa dalle competenti Autorità civili, di intitolare “San Jacopo” il nuovo ospedale della città, ha espresso “apprezzamento e compiacimento per una scelta che ha certo una valenza religiosa, ma che trova motivazioni anche in una evidente dimensione storica e civile. Una scelta che guarda al futuro di tutti, non al passato di qualcuno”.

“Assunta dopo un apprezzabile procedimento partecipativo, la scelta rispetta un sentire diffuso nella comunità  – aggiunge Bianchi – e convalida il fascino di una evidente caratteristica di Pistoia nella storia, con un legame così particolare e radicato verso il luogo dove è venerato Giacomo il maggiore. Ma vorrei che questa così particolare intitolazione del nuovo ospedale ci spingesse tutti, iniziando proprio dalla Chiesa pistoiese, a una dimensione altra, orientata verso il domani. Mi riferisco all’importanza di una maggiore attenzione verso chi viaggia, intraprende un cammino, qualunque sia la natura del percorso, e lo fa in condizioni di fragilità quando non mancano tentativi di considerare come scarti le persone in sofferenza e non capaci di tenere il ritmo dei più forti”.

“Fra questi cammini – prosegue il Vescovo Bianchi – sono anche compresi quelli legati alle malattie, alle sofferenze, alle non perfette condizioni fisiche. In questo senso, l’intitolazione di un ospedale al San Giacomo Apostolo di Cristo può essere  una metafora per la nostra vita quotidiana, di credenti e non credenti, diversamente credenti o miscredenti. Più che una targa su una parete, questa intitolazione sia dunque, per tutti noi, un appello forte verso comportamenti di civiltà e umanità oggi fondamentali per superare le fasi di una crisi che non è solo economica”.

S.E. Mons. Mansueto Bianchi ha preso parte alla presentazione del nuovo ospedale, nel pomeriggio di sabato, impartendo una benedizione che – ha concluso – “non è un gesto scaramantico o formale, un rito o una banalità, ma va inquadrato proprio nel cammino che ci aspetta, e ci aspetta tutti, verso comportamenti nuovi”.

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