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Vaticano: morto uomo incendiato

Edizione del: 24 dicembre 2013

È morto domenica, nell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, Claudio Comandini, l’ambulante che giovedì 19 dicembre si era dato fuoco in Piazza San Pietro.

L’uomo, 51 anni, era apparso subito molto grave: aveva riportato ustioni di terzo grado sul 50 per cento del corpo, soprattutto sulle braccia, sul volto, sul torace e sul dorso.

Alla base del gesto problemi di salute e difficili rapporti familiari.

Le telecamere di sicurezza del Vaticano avevano ripreso il tragico gesto del 50enne, che lavorava come addetto alle pulizie al vicino ospedale Santo Spirito.

Comandini, trasformatosi in pochi secondi in una vera torcia umana era stato subito soccorso da un sacerdote Gesuita, che lo aveva avvolto col suo mantello, e da agenti di polizia dell’Ispettorato Vaticano.

Secondo una prima ricostruzione resa possibile dai filmati, il 51enne era giunto in piazza San Pietro, dal lato di piazza Pio XII con una bottiglietta piena di benzina.

A un tratto, utilizzando un accendino, si era dato fuoco.

I 2 agenti, con una coperta e con l’estintore in dotazione in auto, erano riusciti a spegnere il fuoco.

L’ambulanza aveva poi trasportato il ferito al Santo Spirito, da dove era stato poi trasferito al Centro grandi ustionati del Sant’Eugenio.

Anche i 2 agenti si erano fatti medicare per problemi di respirazione e ustioni alle mani.

Accanto all’ambulante era stato trovato un foglio con il numero di telefono della figlia.

Un gesto simile ma con motivazioni diverse, era stato compiuto 15 anni fa da Alfredo Ormando, 40 anni, che si era dato fuoco in piazza San Pietro.

Era il 13 gennaio del 1998, alle 7.30: Orlando si era cosparso di liquido infiammabile e si era trasformato in torcia umana per denunciare “l’incomprensione” nei confronti degli omosessuali.

Gli uomini dell’Ispettorato Vaticano avevano spento le fiamme con un estintore, ma Orlando era ormai ustionato in tutto il corpo ed era deceduto una decina di giorni dopo all’ospedale Sant’Eugenio.


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