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Vaticano, la gara della Chaouqui

Edizione del: 11 novembre 2013

Dal Vaticano parte l’iniziativa per dotarsi di una strategia di comunicazione internazionale finalizzata a migliorare l’immagine delle proprie attività economiche.

E’ Francesca Immacolata Chaouqui, Membro della Commissione Referente voluta da Papa Francesco per razionalizzare gli Organismi Finanziari d’Oltretevere, a lanciare una gara tra le società di consulenza nel campo delle pubbliche relazioni a livello globale, chiamate a sottoporre al Vaticano propri progetti di comunicazione ad hoc.

E’ della settimana scorsa l’invio da parte di Chaouqui di una “request for proposal”, cioè una richiesta di specifiche proposte per promuovere presso la comunità finanziaria internazionale un’immagine del Vaticano rispondente al nuovo corso nel segno della chiarezza e delle trasparenza che Papa Francesco ha voluto aprire Oltretevere istituendo Commissioni di Riforma tra cui quella di cui Chauoqui è parte.

I destinatari della richiesta sono alcune delle maggiori società di comunicazioni, di pubbliche relazioni e di strategie aziendali operanti a livello globale che nel giro di pochi giorni – la scadenza per l’invio dei progetti era lunedì 4 novembre – hanno inviato i loro dossier con le strategie comunicative ritenute più adeguate per il Vaticano.

Tra queste, verrà fatta una prima selezione per comporre una short-list dei migliori progetti.

Poi, secondo quanto prevedono le procedure standard in questi casi, dovrebbe seguire un incontro preliminare con ciascuna delle compagnie prescelte prima di una decisione finale.

Una delle richieste avanzate dalla Manager nominata da Papa Bergoglio è che il “team leader” del progetto sia non italiano, a sottolineare ancora di più il respiro internazionale che dovrà avere la campagna di comunicazione.

E’ chiaro che nella scelta definitiva avrà il suo peso pure la questione dei costi, anche se questi dipenderanno dal numero di Paesi in cui la strategia dovrà essere sviluppata e dall’ampiezza delle iniziative che dovranno essere messe in campo.

Si tratta di un’iniziativa assolutamente inedita per il Vaticano che in qualche modo per svecchiare la propria immagine e togliere il velo di opacità e segretezza che ha sempre coperto le sue attività economiche si mette al passo delle grandi compagnie multinazionali.

La stessa Chaouqui, la cui nomina è stata nel mirino di forti critiche anche per il caso di alcuni tweet contro l’ex Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone da lei comunque disconosciuti, ha alle sue spalle esperienze nel campo delle pubbliche relazioni, avendo lavorato nelle filiale romana del Gruppo Ernest&Young.

Della necessità di attivarsi nel campo della comunicazione aveva parlato in alcune recenti dichiarazioni alla stampa.

“In Vaticano – aveva spiegato – ci sono 270 tra Enti, Fondazioni, Dicasteri Economici: una struttura ‘monstre’ che va cambiata e resa trasparente ed efficiente. Il mio compito è anche quello di trovare un modo per accreditare presso la business community che l’aria è cambiata, e che la potenza economica del Vaticano è costruttiva, positiva, limpida non occulta, misteriosa e incontrollabile. Stiamo già lavorando”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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