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Vaticano, chi sale chi scende

Edizione del: 24 settembre 2013

Dopo la nomina dell’Arcivescovo Pietro Parolin come nuovo Segretario di Stato, e prima del Summit di inizio ottobre con la Consulta degli 8 Cardinali per la Riforma della Curia, Papa Francesco ha dato un altro colpo d’acceleratore alla sua “rivoluzione” nel Governo della Chiesa.

Con una serie di nomine e ricambi, sabato  ha impresso un riassetto che dà anche un nuovo volto ad alcuni ruoli cruciali nella Curia Romana, sede del Governo della Chiesa Cattolica Romana.

Dopo lo stesso Parolin, arrivano ai vertici dei vari Dicasteri Pontifici sempre più nomi provenienti dalla carriera Diplomatica.

Il cambiamento principale riguarda la Congregazione per il Clero, il cui Prefetto, Cardinale Mauro Piacenza, un ratzingeriano di ferro, lascia dopo 3 anni e viene nominato Penitenziere Maggiore al posto del Cardinale portoghese Manuel Monteiro de Castro, andato in pensione.

Piacenza viene sostituito dall’Arcivescovo Beniamino Stella, finora Presidente della Pontificia Ecclesiastica, la prestigiosa “fucina” che sforna i Diplomatici Vaticani.

Sempre al Clero, confermato il Segretario, l’Arcivescovo Celso Morga Iruzubieta, cui viene però affiancato, cosa inusuale, dal Vescovo Jorge Carlos Patron Wong, che avrà la nuova delega affidata al Dicastero, quella sui Seminari.

L’altro avvicendamento di rilievo è quello che vede l’Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, ex Nunzio in Brasile e finora Segretario della Congregazione per i Vescovi e del Collegio Cardinalizio, e anche del Conclave che ha eletto Bergoglio, diventare Segretario del Sinodo dei Vescovi al posto del croato Mons. Nikola Eterovic, spostato ad un incarico diplomatico come Nunzio a Berlino.

Confermati in toto, invece, i Vertici della Congregazione per la Dottrina della Fede, con il Prefetto l’Arcivescovo Gerhard Ludwig Mueller, in attesa della berretta cardinalizia, come da tradizione per tutti i Prefetti, Segretario Luis Francisco Ladaria Ferrer, aggiunto Joseph Augustine Di Noia, e di Propaganda Fide, dove Prefetto resta il Cardinale Fernando Filoni, Segretario il cinese Savio Hon Tai-Fai, aggiunto Protase Rugambwa.

Mons. Giampiero Gloder, infine, diventa Presidente dell’Accademia Ecclesiastica al posto di Stella, mentre il torinese Mons. Mauro Rivella va al posto di Mons. Massimo Boarotto a capo della Sezione Ordinaria dell’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Non tutti, comunque, in Vaticano mostrano apprezzamento per le ultime decisioni di Bergoglio.

Serpeggiano anche mugugni e perplessità, in particolare sullo spostamento del Cardinale Piacenza che dal vertice del Clero passa a un ruolo pur prestigioso ma senz’altro molto più defilato.

“Se c’è qualcuno che in questi anni ha operato una profonda opera di riforma, anche dopo gli scandali che hanno colpito il Clero, è stato proprio Piacenza”, rimarca un Monsignore che ha avuto importanti incarichi in Curia.

Analoga considerazione vale per Mons. Eterovic, che “ha fatto bene” come Segretario del Sinodo, e che ora viene spedito a fare il Nunzio in Germania proprio nel momento in cui all’Assemblea dei Vescovi verrà assegnata una sempre maggiore centralità di governo, in funzione dell’auspicata “collegialità”.

“Il principale interrogativo – sostiene il Prelato facendosi interprete di molte altre voci in Vaticano – è chi consiglia il Papa?”.

E questo considerando che, poiché Bergoglio arriva dalla lontana Argentina, “ancora non conosce bene la realtà romana”.

Questa dichiarazione tuttavia cozza con quanto dicono gli stretti collaboratori del Papa, e lo stesso Pontefice, ovvero che lui si si consulta con tutti, ma alla fine la decisione è sempre e sola sua, senza essere influenzato da nessuno.

Proprio a un miglior coordinamento fra i Dicasteri romani, tra l’altro, dovrebbe servire la figura di nuovo conio del “Moderator Curiae”, di cui sempre più si mormora tra le Mura Vaticane e alla quale potrebbe aspirare il Cardinale Giuseppe Bertello, attuale Presidente del Governatorato.


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