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Usa: aumentano ospedali Cattolici

Edizione del: 8 dicembre 2013

Una politica di acquisizioni e fusioni sta facendo aumentare negli Stati Uniti il numero degli ospedali Cattolici, che ora sono 630, pari al 15% del totale nel Paese, un terzo dei quali in zone rurali.

Secondo quanto riporta un articolo dello scorso anno dell’American Journal of Obstetrics and Gynecology questo sta facendo crescere una polemica nel Paese riguardo il modo in cui questi ospedali affrontano le questioni legate alla salute dalla donna, con il 52% di ginecologi che lavorano in queste strutture sanitare che affermano di aver almeno una volta avuto un conflitto a causa dalle direttive dettate dalle convinzioni religiose.

La Conferenza Episcopale Americana infatti ha pubblicato delle direttive per le strutture sanitarie Cattoliche tese a “fornire una guida autorevole per alcune questioni morali che una struttura sanitaria Cattolica oggi si trova ad affrontare”.

La guida, spiega Lori Fredman, Sociologo dell’Università della California, si concentra soprattutto sulle questioni legate alle sterilizzazioni e alle complicazioni che si possono avere durante una gravidanza, tese ad impedire il ricorso all’aborto anche per ragioni terapeutiche.

Contro la direttiva dei Vescovi americani ha presentato un ricorso alla fine di novembre l’American Civil Liberties Union, in cui si sostiene che questa impedisce di fornire ai pazienti un’assistenza medica adeguata.

E si cita il caso di una donna alla quale, ricoverata in un ospedale del Michigan perché le si erano rotte le acque alla 18ma settimana di gravidanza, “non fu offerta l’opzione medicalmente appropriata di interromperla” esponendola a “una sofferenza severa, non necessaria e con conseguenze emotive”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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