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Ue e Protestanti su agricoltori

Edizione del: 8 dicembre 2013

Aiutare 1,02 milioni di persone a uscire dalla povertà, sviluppando l’agricoltura nelle aree rurali in Nepal, Myamnar, India e Bangladesh, è uno degli obiettivi del progetto “Improving Food Security Governance in South and South East Asia through Strengthened Participation of Organizations of Marginalized Farmers”  lanciato dalla Danish Church Aid, Dca, e dall’Unione Europea per combattere la fame nei Paesi dell’Asia del sud e del sud-est asiatico.

Lanciata lo scorso 29 novembre a Kathmandu, l’iniziativa investirà nei prossimi anni 1,95 milioni di euro in nuovi metodi di agricoltura e modernizzazione dei sistemi di coltivazione.

I beneficiari del progetto sono al momento 1.887 piccole aziende agricole, circa 97mila famiglie.

Fra esse vi sono molte persone colpite dai recenti disastri naturali, causati da tifoni e alluvioni, e nuclei familiari di piccoli agricoltori vittime di discriminazioni sociali, come ad esempio i Dalit.

In India e Nepal i partner locali sono la Dalit Welfare Organization e la Femist Dalit Organization.

Tek Bahadur Thapa Gharti, ministro nepalese per l’agricoltura e lo sviluppo, ha lodato il coinvolgimento della Chiesa Protestante danese e dell’Unione Europea e puntato il dito contro coloro che si rivolgono ai Cristiani solo per accusarli di proselitismo.

“Negli ultimi anni sempre più Chiese Cristiane stanno lavorando per aiutare i più poveri. Essi non devono essere più solo accusati di compiere conversioni”.

Nel solo Nepal sono almeno 33 i distretti sottosviluppati caratterizzati da un produzioni agricole molto arretrate e concentrate sulla sussistenza e il 53% per cento degli agricoltori possiede meno di 0,5 ettari di terreno.

Il Paese si colloca 49mo posto nella lista del Global Hunger Index, la lista dei Paesi con maggiori problemi di alimentazione.

L’Indice di Sicurezza alimentare mondiale del 2013 ha classificato il Nepal alla 79ma su 105 Paesi.

Il programma della Dca e dell’Ue sarà attivato nei distretti di Achlam, Doti, Kailali e Banke e coinvolgerà circa 24mila famiglie.

Secondo fonti locali, quello promosso da Ue e Dca è uno dei più importanti progetti di sviluppo mai lanciati nel Paese.

Surendra Thapa, Responsabile dell’Ufficio Regionale della Dca sottolinea che “le Organizzazioni che hanno aderito sono molto radicate a livello locale e hanno forti legami con gli agricoltori”.

Egli precisa che “uno degli obiettivi del progetto è garantire la partecipazione di contadini e piccolo imprenditori nei processi decisionali e di pianificazione economica”.

I fondi stanziati servono anzitutto a migliorare la formazione delle persone attraverso corsi specifici legati alle produzioni, cercando nuove tipologie di culture e sviluppando tecniche per difendere le produzioni autoctone a rischio estinzione.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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