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TO: Arciv. Nosiglia su furti chiese

Edizione del: 27 febbraio 2014

Arcivescovo NosigliaOndata di furti in chiesa nel torinese, uno stillicidio ormai, una sequenza di furti riusciti o tentati che colpisce da mesi le chiese di tutto il torinese con disagi per tutte le comunità coinvolte.

A lanciare l’allarme è l’Arcivescovo Cesare Nosiglia, preoccupato dal ritmo con cui si succedono queste azioni criminose.

“Questa concentrazione in poco tempo ci fa temere – spiega Monsignor Cesare Nosiglia – che qualcuno abbia preso di mira in particolare le chiese. È probabile che questi ladri pensino che le pissidi siano d’oro o d’argento: si illudono. Ma, le ostie consacrate sono Sacre, rubarle è un sacrilegio grave. I furti sono stati messi a segno con modalità differenti. Certo, dove sono state prese anche le ostie si può pensare a una banda che voglia farne un uso sacrilego. A Torino sembra che siano sempre esistiti gruppi dediti a funzioni strane: bisogna evitare che possano appropriarsi facilmente delle ostie consacrate”.

Da Natale ad oggi i ladri hanno rubato nelle chiese di Rebaudengo, Collegno, Grugliasco, portando via la pisside, con o senza ostie.

Mercoledì scorso è stato sradicato dal muro l’intero tabernacolo alla Madonna di Pompei, mentre alla Crocetta, nella chiesa della Beata Vergine delle Grazie, il parroco Monsignor Guido Fiandino ha denunciato 2 tentativi di furto negli ultimi 2 mesi.

Grandi e piccoli furti che coinvolgono anche i distributori di bevande o i cappotti dei parrocchiani, per contrastare i quali Monsignor Nosiglia propone un rimedio vecchio stile.

“Le chiese devono restare aperte, il Papa è il primo ad affermarlo. Si può immaginare che delle persone assicurino un’ora di presenza a turno. Accadeva già quando io ero bambino: le donne facevano a turno l’Adorazione Eucaristica. Insomma, questa ondata di furti deve diventare un problema dell’intera comunità”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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