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Suore Egitto: tenete alta la voce

Edizione del: 21 agosto 2013

Suor Letizia dà voce ai timori e alle preoccupazioni delle Francescane presenti in Egitto, “abbiamo paura: la situazione qui è molto grave, non siamo mai tranquille, la notte non riusciamo più a dormire perché viviamo nel terrore”.

“Nella nostra scuola al Cairo noi dell’Ordine delle Minime Suore del Sacro Cuore Francescano siamo rimaste in cinque, due Suore e tre Sorelle che hanno intrapreso il cammino Religioso. Ma le Francescane sono molto presenti in altre zone della Capitale e in varie città dell’Egitto”.

Suor Letizia confessa: “Non ci sentiamo protette, anche se non è per colpa dello Stato o del Governo egiziano. Siamo sempre sotto pressione, per la presenza dei terroristi; abbiamo anche tolto la targa dalle pareti della casa che ospita la nostra scuola. Dalle 19.00 alle 6.00 la zona è completamente al buio, c’è il coprifuoco e non passa anima viva. Noi non usciamo più neanche di giorno, tutto il lavoro è fermo: restiamo chiuse nell’edificio e l’unica cosa che possiamo fare è pregare”.

Per la Francescana, “i terroristi vogliono la presidenza per un Islamico, anche se il deposto Presidente Musulmano Morsi non ha mai fatto quello che desiderava il popolo egiziano. Molte nostre scuole sono bloccate nella loro attività: fra noi ci telefoniamo ogni giorno, sperando di non avere brutte notizie da ascoltare o da comunicare. Abbiamo sentito domenica 18 agosto il Papa all’Angelus elevare una preghiera per l’Egitto e ribadire che fede e violenza sono incompatibili. Ma non solo il Vaticano: anche l’Italia, la Ue, gli Usa devono tenere alta la loro voce”.

Nella foto l’attacco subito dal monastero e dalla scuola delle Suore San Giuseppe a Minya.

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