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Sumatra: bloccate costruzione chiese

Edizione del: 20 gennaio 2014

Mancano i permessi di costruzione e i cantieri vengono interrotti, così nell’ultimo mese le Autorità indonesiane hanno bloccato la costruzione di 5 chiese nella provincia di Jambi, nell’isola di Sumatra, dietro pressioni della frangia Estremista Islamica.

L’ultimo caso – dopo i 4 avvenuti a dicembre 2013 – risale ai giorni scorsi e si è verificato nel Distretto di Bungo.

L’iter per la costruzione di una chiesa in Indonesia – Cattolica o Protestante – è complicato e possono trascorrere da 5 a 10 anni prima di ottenere tutte le autorizzazioni.

Il procedimento è regolato da una Delibera scritta che permette l’apertura di un cantiere ed è rilasciata dalle Autorità locali.

La vicenda si complica se si tratta di un luogo di culto Cristiano: serve infatti il nulla osta di un certo numero di residenti e del Gruppo per il Dialogo Interreligioso.

Spesso subentrano “non meglio precisate motivazioni” che spingono i Funzionari a bloccare i progetti, dietro pressioni di Movimenti Radicali Islamici.

Ma le Autorità confermano che la recente chiusura del cantiere per la costruzione della chiesa Protestante è di natura “amministrativa” e “non vi sono ragioni di carattere discriminatorio o questioni di natura confessionale”.

Il Pastore Pangaribuan spiega che la comunità vive e opera sul territorio dal 2004 e “finora non si sono mai registrati problemi”, fino all’intervento delle Autorità che hanno imposto il blocco dei lavori.

Come spesso accade in queste occasioni, dietro l’ordine di fermare il progetto emanato dall’Amministrazione locale vi sarebbe la mancanza del famigerato Izin Mendirikan Bangunan, Imb, il permesso di costruzione indispensabile per la realizzazione di un edificio, religioso o civile.

La decisione di bloccare i lavori della chiesa nel distretto di Bungo è “in linea con la Legge”, e “non vi sono ragioni di carattere discriminatorio o questioni di natura confessionale”.

I Vertici Cristiani auspicano una risoluzione rapida della controversia, ma Tommy Usman – Responsabile locale della sicurezza – avverte che è già pronto un altro progetto per l’area.

Una chiesa  nella zona è fonte di “disturbo sociale” e per questo l’Amministrazione locale intende sostituire il luogo di culto con abitazioni private.

Per Usam anche i responsabili della chiesa avrebbero acconsentito a modificare la destinazione d’uso, quindi “la vicenda è conclusa”.

L’Indonesia, nazione Musulmana più popolosa al mondo, è sempre più spesso teatro di attacchi o episodi di intolleranza contro le Minoranze, siano essi Cristiani, Musulmani Ahmadi o di altre fedi.

Nella provincia di Aceh – unica nell’Arcipelago – vige la Legge Islamica, Sharia, in seguito a un Accordo di Pace fra Governo Centrale e Movimento per la Liberazione di Aceh, Gam, e in molte altre aree si fa sempre più radicale ed estrema la visione dell’Islam fra i cittadini.

Inoltre, alcune norme come il permesso di costruzione – il famigerato Imb – vengono sfruttate per impedire l’edificazione o mettere i sigilli a luoghi di culto, come è avvenuto nel West Java contro la Yasmin Church.

La Costituzione sancisce la libertà religiosa, tuttavia la comunità è vittima di episodi di violenze e abusi.

Fonti locali riferiscono che, nel solo mese di dicembre, almeno 5 luoghi di culto Cristiani hanno dovuto chiudere i battenti a causa delle pressioni esercitate dagli Islamisti.


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