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Sri Lanka: Chiesa chiede indagine su crimini guerra

Edizione del: 16 marzo 2014

Fedeli Sri LankaDuecentocinque Membri della Chiesa Cattolica del nord e dell’est del Paese, hanno richiesto ufficialmente al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Unhrc, con una lettera scritta, un’indagine sui crimini di guerra.

Un’indagine internazionale per trovare risposte ai crimini avvenuti durante quasi 30 anni di Guerra Civile e per fermare le violazioni ai Diritti Umani che avvengono ancora oggi in Sri Lanka.

Tra i firmatari, anche Mons. Rayappu Joseph, Vescovo di Mannar, figura di spicco nella lotta per i diritti della popolazione.

“Non è emersa verità, né giustizia dalle indagini condotte dal Governo dello Sri Lanka. D’altra parte, vi sono state minacce e intimidazioni. Siamo consapevoli che scrivere questa lettera e coinvolgere l’Unhrc ci espone a dei rischi, e molti Rappresentanti del Clero non l’hanno voluta firmare, per questo motivo, anche se sono d’accordo con noi”.

Non è la prima volta che il Clero del nord e dell’est cerca un contatto diretto con l’Onu.

In questa ultima lettera, sacerdoti e Religiosi elencano alcune delle violazioni più gravi che colpiscono il Paese: “Sparizioni, abusi sessuali; arresti, detenzione e tortura in base al Prevention of Terrorism Act; restrizioni e attacchi alla libertà d’assemblea, espressione, Associazione e Movimento. Le commemorazioni collettive in onore di morti, scomparsi, o per la libertà religiosa vengono intralciate. Chi critica o interroga il Governo sulle sue azioni, e quanti lavorano con la Comunità Internazionale per i Diritti Umani è accusato di sostenere i terroristi o di essere un traditore. Anche alcuni di noi sono stati interrogati dalle autorità e presi di mira”.

Infine, il Clero denuncia “le continue interferenze dell’Esercito nelle attività civili ed economiche nel nord e nell’est. Tutti questi attacchi e violazioni si stanno diffondendo in tutto il Paese, causando anche aggressioni contro le minoranze religiose Islamica e Cristiana”.


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