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Specola Vaticana come Star Trek

Edizione del: 19 agosto 2013

Confratello e connazionale del Papa, il Gesuita José Gabriel Funes, Astronomo e Direttore della Specola Vaticana di Castel Gandolfo, fa parte della generazione che è cresciuta guardando Star Trek, il telefilm americano degli anni 70, all’epoca in onda al pomeriggio, e che intere generazioni di bambini e adolescenti vedevano dopo aver fatto i compiti di scuola.

“Posso dire che sono un trekkie , piuttosto che un fan di Guerre Stellari”.

Ricordando l’invito di Francesco ai Gesuiti, e a tutta la Chiesa, ad andare alle periferie, lo Scienziato e Religioso cita infatti le mitiche parole del vecchio telefilm: “Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima”.

“Trovo queste parole – spiega Padre Funes  - particolarmente belle perché interpretano il desiderio, molto umano, di conoscere ed esplorare l’Universo”.

“Questa – assicura Funes – è anche la missione della Specola Vaticana. Papa Francesco – ricorda infatti Funes – ci ha invitato a percorrere cammini di ricerca, cammini creativi. La scienza è uno di questi cammini che i Gesuiti hanno percorso nei secoli”.

Il Direttore della Specola Vaticana inserisce la sua riflessione “nel contesto dell’invito di Francesco ad andare nelle periferie che è in linea con l’esortazione che Benedetto XVI aveva rivolto alla Congregazione Generale della Compagnia di Gesù nel 2008, affermando che la Chiesa ha bisogno di Religiosi che dedichino la loro vita a stare proprio sulle frontiere tra la fede e il sapere umano, la fede e la scienza moderna, la fede e l’impegno per la giustizia”.

“La missione della Specola Vaticana – conclude il Gesuita argentino – fa parte di questo andare verso la periferia più lontana, l’ultima frontiera, se così possiamo dire, perché riguarda l’Universo: andiamo lontano, perché studiamo le galassie più lontane, ma andiamo anche indietro, nel senso che esploriamo dal punto di vista della scienza l’inizio dell’Universo”.

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