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Sollievo al cancro grazie alla Fede

Edizione del: 24 maggio 2013

Sollievo al cancro grazie alla Fede.

Il tema, forte e non ortodosso, è al centro di un Convegno promosso domani, 25 maggio, a Prato, dall’Amci, Associazione Medici Cattolici Italiani.

Gli Organizzatori rilevano come Oncologia e spiritualità prendono le mosse dalla convinzione che “la terapia medica e la tecnologia di oggi devono rispondere con efficacia alle patologie acute anche in malattie non guaribili  come pure alle forme cronicizzate o progressive, per risolvere la sofferenza del malato oncologico”.

“Fede e Preghiera, quale espressione della fede, hanno un impatto positivo sulla salute, così come ogni espressione di spiritualità dell’uomo, tra cui l’arte, la musica, la poesia”, spiega Maria Nincheri Kunz, Responsabile Scientifico dell’Amci.

 Ad Harvard, da tempo, nei programmi di laurea sono stati introdotti corsi di Religione, spiritualità e salute.

Bonifacio Honings è stato tra i primi a scrivere su questo tema: circa 20 anni fa, infatti, parlò di spiritualità e sofferenza, malattia e religione, mettendo in correlazione tutto questo con la preghiera e la trascendenza, che, secondo il Professore, possono innalzare la soglia del dolore. Dopo di lui sono arrivate anche le conferme scientifiche che dimostrano come la spiritualità aiuti ad innalzare la soglia del dolore.

“Come Amci è la prima volta che ci occupiamo di questo ambito – spiega  Nincheri Kunz – anche se già al tempo del convegno sulla disabilità avevamo affrontato il tema mettendo al centro questo aspetto spirituale: spesse volte infatti la possibilità di successo  della terapia dipende da come il paziente affronta la malattia e spesso siamo proprio noi medici che possiamo aiutare il paziente ad affrontare in altro modo l’evento”.

Per la Lilt di Prato è la prima occasione di collaborazione con l’Amci: “Questo convegno ha molto a che fare con l’attività della Lilt – spiega il Presidente della Sezione pratese Maurizio Nardi – nell’ottica dei servizi che facciamo c’è anche l’assistenza domiciliare, al malato e ai propri familiari. Forse l’ambito spirituale è oltre, ma riteniamo che sia importante da affrontare questo tema. Capire come la fede e la spiritualità incidano sulle cure e sulle reazioni, non solo al livello dei malati, ma anche per chi i malati li assiste”.

Secondo Nardi infatti “la crisi psicologica non la subisce solo il malato ma anche e soprattutto quelli che gli stanno intorno”.

E anche a loro bisogna pensare, come riflesso sul malato stesso.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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