Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Sisma: nuova chiesa modenese

Edizione del: 1 dicembre 2013

Seppur spaziosa, la nuova chiesa in legno di Concordia sulla Secchia (Modena) non è riuscita a contenere tutte le persone accorse domenica scorsa all’inaugurazione della struttura realizzata con il coordinamento della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento e donata alla parrocchia di Concordia.

La chiesa, progettata dall’Architetto Fabio Andreatta, è stata costruita in tempi rapidi dopo che il terremoto del maggio scorso aveva reso inagibile la chiesa Madre.

Si trova vicino alle scuole ed è inserita in un progetto complessivo che ha visto la realizzazione anche di altri spazi parrocchiali, fra cui la Canonica.

In via di allestimento vi è anche una piazza semicircolare per gli spettacoli e, in futuro, anche un campo sportivo.

La chiesa in legno è stata costruita in tempi rapidi grazie all’impegno degli uomini della Protezione Civile trentina e delle Maestranze trentine ed emiliane ed è il frutto della buona collaborazione tra parrocchia e Comune di Concordia sulla Secchia, Regione Emilia Romagna e diocesi di Carpi.

“Questo non è solo un luogo di incontro, di solidarietà, ma è anche un passaggio importante per dimenticare e superare quel maggio del 2012 – sono state le parole dell’Assessore Tiziano Mellarini. – È un giorno di festa e di riflessione, una festa che ci riempie di orgoglio perché ricordiamo l’impegno di tante persone, quello del volontariato che ha dimostrato in pochi mesi, con professionalità e mani laboriose, di saper costruire una struttura di culto e un luogo di aggregazione, di incontro e condivisione”.

altare chiesa concordia“Oggi c’è qualcosa che lega la comunità modenese con quella trentina: qui abbiamo lasciato tanti materiali che provengono dal Trentino e rappresentano le nostre vallate e montagne, la nostra identità. È un lascito ideale che rafforza i vincoli di amicizia. Abbiamo gettato un ponte di valori, ora percorriamo assieme con il valore più grande che è quello dell’amicizia”.

L’Assessore Tiziano Mellarini ha portato il saluto del Presidente Ugo Rossi ed ha ricordato il lavoro precedente dell’ex Presidente Lorenzo Dellai.

Infine ha ringraziato tutti coloro che si sono spesi con passione e solidarietà, la Protezione Civile trentina, i Nuvola, gli Alpini, i Vigili del Fuoco e i tanti volontari.

L’Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna Gian Carlo Muzzarelli, ha quindi rivolto un grazie di cuore ai trentini e ha auspicato che, da questo luogo, riparta la ricostruzione di tutta la comunità.

Il Sindaco di Concordia Carlo Marchini ha ricordato la promessa che, all’indomani del terremoto, si scambiò con il parroco per ricostruire i luoghi di ritrovo della comunità, sia civili che religiosi, seppur provvisori: oggi infatti la chiesa sorge proprio di fronte al municipio.

Concordia sulla  SecchiaIl Vescovo di Carpi, Monsignor Francesco Cavina, ha voluto ringraziare i volontari per aver restituito questo fondamentale luogo aggregativo, mentre il parroco don Franco Tonini ha ricordato che non va dimenticata “la chiesa Madre del centro storico che rimane il nostro punto di riferimento di fede, storia ed arte”.

Dopo la funzione, la visita alle strutture parrocchiali e il concerto della Corale Trentina di Spiazzo e della Filarmonica concordiese.

Un vero circolo virtuoso della solidarietà quello che si è innescato per sostenere la parrocchia di Concordia.

Chiesa Concordia sulla SecchiaLa nuova chiesa e i locali parrocchiali sono stati infatti realizzati con il determinante contributo di un Fondo di Solidarietà per il sisma in Emilia, istituito della Provincia Autonoma di Trento all’indomani del terremoto del maggio 2012.

Attraverso il Fondo è stato possibile finanziare l’opera con circa 550.000 euro, sul posto sono poi arrivati numerosi volontari trentini.

La parrocchia e la diocesi di Carpi hanno contribuito rispettivamente con 225.000 e 200.000 euro.

Un ulteriore contributo di 50.000 euro è arrivato, per arredi e attrezzature, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e 100.000 euro sono il frutto della collaborazione con ditte locali, che in alcuni casi si sono accollate direttamente parte dei lavori.

In totale sono state 65 le ditte, trentine e locali, che hanno partecipato ai lavori.

nella nuova chiesaÈ un’opera più vasta quella progettata dall’Architetto  Andreatta, non limitata solo alla chiesa, ma che comprende anche un Centro Comunitario con gli ambienti parrocchiali, il campo sportivo, l’arena per gli spettacoli, in sostanza un’opera di forte valore sociale per una comunità colpita duramente dal terremoto.

Così Andreatta spiega la sua idea: “Quando mi è stato detto di progettare la nuova chiesa di Concordia, ero reduce da un viaggio nei Carpazi, dove ci sono tante chiese in legno, tutte con una guglia o una cupola centrale. Da qui la prima idea”.

“Là le chiese sono di legno perché il Governo ungherese d’allora obbligava gli Ortodossi a costruire chiese provvisorie. A Concordia c’era bisogno di una chiesa provvisoria e dunque è di legno, anche se là quegli edifici durano da secoli superando la provvisorietà che tutti attribuiscono al legno. Assicuro comunque che anche la chiesa di Concordia durerà a lungo, oltre il tempo della ricostruzione della chiesa Madre”.

La pianta è centrale a Croce Greca e le proporzioni, sia di pianta che di prospetto, attingono a quelle classiche.

La cuspide, che qualcuno percepisce come un campanile, è di fatto una cupola che si alza sulla costruzione.

L’edificio non si sviluppa molto in altezza, in rispetto dei parametri stabiliti dal Comune di Concordia; ma dal di dentro si percepisce ugualmente l’effetto ascensionale nella cupola, nelle finestre e nell’intreccio delle capriate.

All’interno le vetrate di Simona Siligardi, tratte da foto di tramonti della pianura emiliana, offrono la luce ideale per l’atmosfera di preghiera. Il pavimento in porfido è stato voluto dai trentini che l’hanno offerto.

L’ambone e l’altare sono gli unici pezzi in pietra di tutto l’edificio.

Concordia  sulla  SecchiaL’altare, visibile da ogni punto della chiesa, è realizzato con materiale tipicamente trentino, granito e legno.

Alcuni arredi Sacri e opere che decorano la chiesa sono state recuperate dalla chiesa Madre.

La Canonica è una costruzione aperta e accogliente: tutta a pian terreno, è costituita da tre corpi disposti a U e, fra le due ali laterali, un cortile esprime un abbraccio a chi vi accede.

Nel primo edificio vi è l’ufficio parrocchiale e l’abitazione dei sacerdoti; in quello centrale tre aule catechistiche e il salone, nel terzo altre tre aule catechistiche e gli spogliatoi.

Davanti a questo complesso vi è il terreno destinato al campo sportivo, ancora da realizzare, dietro la piazza semicircolare per gli spettacoli, in via di allestimento.

Il Parroco don Franco Tonini ha chiesto agli studenti della Scuola di Arte Sacra Onlus di Firenze di realizzare delle opere per  la chiesa.

don franco e francescoCon l’interessamento della Diocesi di Firenze e della Caritas diocesana, in tanti da Firenze e provincia si sono mossi per portare aiuto gratuito a questa chiesa e alcune aziende del territorio – Manetti Battiloro, Berni, Forno Angiolo Mariani, Galileo srl di Filippo Bertelli, Falegnameria Rulli – che hanno donato materiale e lavoro.

News Cattoliche ha parlato dell’intervento, il primo della Scuola di Arte Sacra di Firenze dalla sua fondazione, con Giorgio Fozzati, uno dei responsabili dell’innovativo Istituto: “Quando venite qui il regalo più bello è che non ci sentiamo dimenticati!’, così mi disse don Franco Tonini, parroco di Concordia sulla Secchia, alla terza visita fatta con gli alunni della Scuola di Arte Sacra per definire i dettagli delle opere da sistemare nella nuova chiesa parrocchiale”.

 “L’idea di fare qualcosa per una chiesa distrutta dal terremoto del maggio 2012 ci era venuta chiacchierando al termine di una lezione sullo spazio sacro. Ragionavamo tra alunni e docenti sui contenuti degli stages che si sarebbero svolti da settembre nelle botteghe degli artisti e degli artigiani, volevamo che le opere realizzate non fossero semplicemente “accademiche”, fini a se stesse”.

 “Detto fatto, prendemmo carta e penna e scrivemmo dell’idea al nostro Arcivescovo, il Cardinal Betori. L’idea piacque, la Caritas diocesana coordinava gli aiuti proprio nella diocesi di Carpi, dopo qualche settimana arrivò la lettera di don Franco alla Scuola di Arte Sacra”.

lavorazione 4 “Una mattina assolata di fine giugno partimmo per Concordia: Francesco, Alberto, Shana, Anna, Sara, Francesco, Giancarlo, Monica e Gabriele. Don Franco ci aspettava sorridente e subito ci mise dentro ai problemi. Ci fece visitare la chiesa provvisoria, sotto un tendone – ‘me lo sono fatto dare dal festival del PD’ – , dove non c’era il tabernacolo: ‘e per un sacerdote non avere il tabernacolo con il Santissimo Sacramento è come essere vedovo’, disse guardando dritto negli occhi ognuno di noi”.

 “Dove mettereste voi il fonte battesimale, allora? Si sta insieme, piegati sulle piantine dell’architetto, tutti intervengono, ognuno dice la sua, coinvolti, colpiti da tanta disarmante ricchezza nel nulla della distruzione. Passa il tempo e dopo un po’ don Franco esclama: ‘ma è la prima volta che mi succede di parlare con qualcuno che sa quello che dice, usa i termini giusti e sa a che cosa serve, si vede che avete fatto la Scuola d’arte Sacra!’. Incasso il dividendo del complimento, è vero, sincero, schietto come solo la gente di qui sa essere”.

 “Gabriele da bravo ebanista si infastidisce all’inverosimile a vedere il faldistorio del ‘700 abbandonato in mezzo alle macerie, perchè non si può spostare, la sovrintendenza non lo permette. Ci siamo presi l’impegno di portare dei progetti di sistemazione del tabernacolo antico nella nuova chiesa, va pensata una cappella con una mensola, ci vuole creatività, vediamo chi è capace di progettare. E visto che ci siamo anche una bella sistemazione per la statua della Madonna”.

 posizionamento 2“A fine luglio i progetti sono 6, partiamo e questa volta il termometro è sopra il 35° costanti.  Ai primi di agosto arriva il verdetto, a settembre si comincia a mettere mano. Misure, definizioni, materiali, progettazioni e riprogettazioni. Alla Via Crucis lavorano Fernando con Shana e fr. Samanthe, sacerdote della diocesi di Colombo a Firenze per seguire la comunità dei cingalesi, anche lui alunno della Sacred Art School, sempre sorridente e allegro. I disegni li riguarda tutti Dony MacManus, che è il direttore artistico della Scuola e quello che per primo ha avuto la matta idea di metterla in piedi. Poi inizia la modellazione con la creta, prima di fare gli stampi con la terra. ‘Sono contento che la Via Crucis la fatte in terracotta, perchè nostro Signore non ha mica scolpito l’uomo con un martello, altrimenti gli avrebbe fatto del male, lo ha modellato…’, dice don Franco”.

via crucis chiesa concordia“Finito lo stampo, completate le formelle, bisogna portarle al forno. Via all’Impruneta, la mecca del cotto fiorentino. Il forno di Angiolo Mariani ci accoglie e quando si arriva al dunque, quanto costa? ci guarda dritto negli occhi: ‘ma voi questa via crucis la regalate alla chiesa di Concordia? E io devo farvela pagare? ma non ci penso nemmeno!”.

“Sono quelle cose che allargano il cuore, perchè è vero che abbiamo le spese di tutta l’operazione da sostenere, e sono bruscolini da 8mila euro, mica poco per le tasche vuote della scuola. Ma sentirsi rispondere così, con un sorriso da orecchia a orecchia, ci da la carica, ci sentiamo in buona compagnia, la foresta che cresce senza rumore. Ricordo ancora quando incontrai il cardinal Agnelo Rossi, brasiliano, che diceva di aver costruito tante chiese ‘con i consigli dei ricchi e i soldi dei poveri’. E così è stato per la Manetti Battiloro, che ci ha fornito le foglie d’oro per la doratura dei pannelli. La falegnameria di Leonardo Rulli che con pazienza e buon umore ci ha messo a disposizione i locali per la lavorazione dei pannelli, ha tagliato, incollato e piallato”.

 Faldistorio chiesa concordia“Gabriele Maselli ha restaurato a regola d’arte il sedile con il nome strano faldistorio che ormai tutti hanno imparato a dire. E Filippo Bertelli, da S. Croce sull’Arno, ci ha regalato la pelle per la seduta. Poi c’è stato il lavoro di Antonio, che ha imballato tutto per benino, non sia che nel trasporto si rovini qualcosa”.

 “Ancora una volta – conclude Fozzati - abbiamo constatato che a guadagnarci siamo noi per quanto abbiamo ricevuto da don Franco e dalla gente di questo posto martoriato dal terremoto: ogni volta che veniamo qui ci sentiamo parte di questo posto, nel cuore di questa gente, schietta e vera”.

 Gli alunni della Scuola di Arte Sacra Onlus di Firenze hanno realizzato per la nuova parrocchiale di Concordia sulla Secchia: 

- la mensola per il tabernacolo del S. Sacramento con la pannellatura in mosaico vetrato e dorature in foglia d’oro zecchino;

 - l’altare della Madonna, con una pannellatura di sfondo in mosaico vetrato azzurro e stella dorata a foglia d’oro zecchino;

- 14 stazioni della via Crucis in terracotta, su disegno originale, con 14 croci i legno di doppia essenza e dorature a pennello.

 - Hanno lavorato ai progetti della Scuola fiorentina, e alla loro realizzazione: Francesco Marchese (Prato), Alberto Macherelli (Firenze), Shana Smith (New York, USA), Fernando Cidoncha (Estremadura, Spagna), Fr. Samanthe Bodiyabaduge (Colombo, Sry Lanka), Gabriele Maselli (Firenze), Anna Ciccone, Sara Menchetti, Francesco Battaglini.

 - Hanno collaborato ai progetti della Scuola fiorentina, con donazioni in natura, materiali e mano d’opera le seguenti ditte: Manetti Battiloro, Berni, Forno Angiolo Mariani, Galileo srl di Filippo Bertelli, Falegnameria Rulli.

posizionamente cappella Madonna 1


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

You must be logged in to post a comment Login