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Siria: Nobel in Vaticano

Edizione del: 27 luglio 2013

Mairead Maguire, Premio Nobel per la Pace nel 1976 per l’impegno nella soluzione del conflitto in Irlanda del Nord, afferma non violenza, dialogo, riconciliazione, pace sono “le parole chiave per risolvere la crisi siriana” e “l’unica strada possibile per evitare una degenerazione regionale del conflitto, con esiti imprevedibili”.

Maguire è stata nei giorni scorsi in Vaticano, dove ha avuto colloqui con il Segretario per i Rapporti con gli Stati, l’Arcivescovo Dominique Mamberti, e con il Presidente del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace”, il Cardinale Peter Turkson.

“Ho espresso il desiderio di incontrare Papa Francesco – aggiunge – e torno a casa piena di speranza che un forte messaggio di pace verrà dalla Santa Sede a sostegno della pace in Siria”.

“Nei colloqui intercorsi – fa sapere il Premio Nobel -, abbiamo concordato che la Chiesa Cattolica deve promuovere un forte messaggio di pace per la Siria. Urge un messaggio molto chiaro di nonviolenza e di riconciliazione come strade per la pace. Sono le vie che ha scelto Gesù”.

“E’ oltremodo necessario – aggiunge – rilanciare nel mondo un messaggio di pace, una parola sull’amore al nemico e sul perdono. Se questo messaggio non lo diffonde la Chiesa, chi potrà offrirlo?”.

Parlando dello scenario siriano, la Nobel nota che “la situazione sul terreno è oggi molto complicata da nuovi focolai, nuovi attori di violenza e da nuove armi. Le cifre delle vittime sono spaventose e, come ha detto l’Onu, comparabili solo al genocidio del Ruanda. Ora, dopo due anni di conflitto, occorre fermarsi e sostenere chi cerca di far incontrare le persone, riproporre il dialogo, iniziando con un cessate-il-fuoco e con uno stop alla violenza indiscriminata. Occorre riconsiderare con forza una soluzione politica”.

In concreto, suggerisce Maguire, “occorre fornire supporto tecnico e materiale per promuovere una de-escalation del conflitto. Si deve parlare con tutti e riavviare un dialogo nazionale, tra Governo e opposizione, tracciando una transizione, nel rispetto del principio di autodeterminazione, chiedendo al popolo siriano cosa vuole”.

Maguire propone, a questo proposito, di applicare il modello che ha portato la pace in Nordirlanda, dove erano radicati odi e divisioni: “Abbiamo iniziato a promuovere amicizia, perdono e riconciliazione dal basso, per poi portarli a livello politico e istituzionale. Così può accadere per la Siria”.


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