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Sexy shop in linea con Corano

Edizione del: 26 ottobre 2013

Nella Turchia, avviata secondo l’opposizione verso la “reislamizzazione”, del Premier Recep Tayyip Erdogan non poteva mancare un sex-shop “halal”, cioè in regola con i dettami del Corano.

Ora è cosa fatta, anche se non si sa se l’iniziativa sia apprezzata dal Capo del Governo Islamico.

La stampa di Ankara segnala la comparsa su internet del primo sito turco di vendita di prodotti chiaramente legati al sesso che si definisce conforme ai dettami Islamici.

Niente a che vedere, nella presentazione, con i sex-shop “all’europea”.

Sulla pagina di copertina, non c’è nulla di erotico.

Su uno sfondo a larghe strisce bianche e viola c’è in alto la sagoma di un signore in abito tradizionale seduto a terra con fare meditativo – su cui cliccare per vedere i prodotti per uomini – e sotto una donna velata e a capo chino, pure di profilo.

Fra i 2 una scritta in nero e rosa informa che si è entrati in un virtuale “sex shop halal”, cioè conforme ai precetti religiosi Musulmani.

Il sito presenta i prodotti in vendita, rileva Hurriyet, come “completamente sicuri e halal”, in regola quindi con i dettami del Corano.

Ma il catalogo è molto castigato rispetto ai sex shop “normali”.

Niente vibro-massaggiatori, video sfrenati, fantasiosi giocattoli erotici.

Il sito www.helalsexshop.com propone nella parte riservata agli uomini preservativi, pillole, profumi, spray e vaporizzatori “ritardanti”.

Alle signore, creme per facilitare l’orgasmo, olio da massaggio “afrodisiaco”.

Accanto alla presentazione dei prodotti e alle spiegazioni su come pagarli, in lire turche, euro o dollari, ci sono anche alcuni brevi consigli e approfondimenti su come la religione Musulmana vede alcuni aspetti della sessualità.

Secondo il sito, “l’Islam incoraggia la sessualità in determinate condizioni” e non vi è contrario come vorrebbero, afferma, “pregiudizi”.

L’iniziativa non ha valenza morale o religiosa, è solo commerciale, “non si tratta di educare i turchi alla sessualità” sottolinea Radikal.

Nulla a vedere quindi con il “vademecum” dell’erotismo in chiave kosher proposto anni fa dal Rabbino Liberal della Sinagoga di Mill Hill a Londra, Shmuley Boteach, che aveva suscitato un mare di polemiche in Israele.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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