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Senza dimora riceve 200 euro dal Papa

Edizione del: 4 novembre 2013

E’ salito all’altare, stupito dalla chiamata nel cuore della celebrazione, davanti al Patriarca di Venezia, e con sorpresa dalle mani del parroco ha ricevuto un assegno di 200 euro, un aiuto economico per lui, uomo senza dimora, mandatogli da un connazionale, Papa Francesco.

A fare da tramite tra il Pontefice, attraverso l’assegno  emesso dall’Elemosiniere del Papa, e un argentino da anni nell’area popolare della Cita, dominata da torri e palazzoni, don Nandino Capovilla, nel giorno del suo insediamento nella parrocchia a Marghera.

“Il Papa – ha detto il sacerdote, con un tono di voce che sprizza gioia – non finisce di stupirci, di dirci che le persone, le loro storie vere, devono essere al centro dei nostri pensieri e opere. E’ un gesto – aggiunge, pensando a quell’assegno ricevuto dal Vaticano con l’invito a consegnarlo al parrocchiano in difficoltà – importante non solo per i soldi, per l’aiuto a una persona in difficoltà economica, ma per l’indicazione che continua ad arrivarci da Papa Francesco: è l’attenzione che dobbiamo avere per la singola persona e che diventa giudizio per un intero sistema”.

La sua storia difficile, di uomo che ogni domenica, assieme ad un altra cinquantina di persone che non hanno di che vivere, si rivolge alla parrocchia per una colazione e un momento di ascolto, l’argentino l’aveva raccontata prima ai volontari della “Colazione della domenica”, poi aveva sentito il bisogno di farla conoscere anche a Papa Francesco in una lettera, scritta un po’ in italiano un po’ in spagnolo.

Qualche giorno dopo, è arrivata la risposta: non un messaggio su un foglio, ma un assegno destinato a dare soluzione ai primi bisogni concreti.

A qualche chilometro di distanza, sempre a Marghera, 2 settimane fa un altro parroco aveva dato una anziana un documento di credito analogo.

Anche lei, in crisi per il furto del portamonete con 54 euro che aveva ricevuto in prestito, subito mentre andava all’ospedale dal marito, aveva mandato una missiva al Papa.

Anche lei, era rimasta sorpresa, travolta dal gesto del Pontefice.

Alcuni degli ultimi atti di un Papa che “sconcerta”, nel senso positivo di muovere le coscienze – come dice don Nandino – con i suoi atti diretti, con le sue telefonate a chi ha bisogno, con gesti concreti di aiuto, come le schede telefoniche donate agli migrati superstiti del naufragio di Lampedusa per poter telefonare a casa.

E’ anche il Successore di Pietro, ricorda ancora il parroco, che al momento della nomina dell’Elemosiniere gli aveva detto: “Non sarai un Vescovo da scrivania, né ti voglio vedere dietro di me durante le celebrazioni. Ti voglio sapere sempre tra la gente. Tu dovrai essere il prolungamento della mia mano per portare una carezza ai poveri, ai diseredati, agli ultimi”.

“E’ un Papa – rileva il sacerdote – che ci dice che la Chiesa non ha bisogno di una banca, che ci dice che bisogna avere una attenzione diretta ai volti, alle persone e alle loro storie. Quello di Francesco è un grande esempio di attenzione alla dignità delle persone, a dare concretezza a un aiuto che dia un segno di speranza alle persone”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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