Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti al servizio news offerto gratuitamente dalla redazione di News Cattoliche, in questo modo riceverai un avviso ogni qual volta pubblicheremo una notizia.

Segretario Xuereb su Papa Benedetto

Edizione del: 20 ottobre 2013

Monsignor Alfred Xuereb, Segretario Personale di Papa Francesco e già Secondo Segreterio  di Benedetto XVI,  ha raccontato, durante un incontro pubblico a Pordenone, alcuni aneddoti e curiosita inedite sul suo rapporto con  Benedetto XVI, precisando che “Papa Benedetto nella sua sensibilità ha sempre tentato di tirar fuori il meglio di sé da ogni persona con cui veniva in contatto”.

Xuereb ha poi rivelato: “Da molto tempo sento quasi un impulso dentro di correggere l’impressione che c’è stata, specialmente durante il Pontificato di Benedetto XVI, impressione poi modificatasi dopo il momento in cui vi ha rinunciato, di chi è veramente Papa Benedetto. Vorrei dare il mio contributo – ha concluso -, io che ho avuto il privilegio per 5 anni e mezzo di averlo accanto a me tutti i giorni, descrivendo la persona che ho conosciuto e la sua sensibilità”.

Il “valore primaziale della persona” Papa Benedetto XVI lo dimostrava fin nel rapporto “specialissimo” con i Collaboratori ed i Dipendenti del Vaticano.

“Uno degli appuntamenti fissi era la recita del Rosario, davanti alla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani. Ricordo un giorno d’inverno in cui si rivolse al Gendarme chiedendogli: lei è vestito abbastanza contro questo freddo? E una volta saputo che si chiamava Giuseppe, commentò con lui: bello, si chiama come me, siamo colleghi”.

Altro aneddoto: salta l’appuntamento col Rosario nei Giardini di Castel Gandolfo. Il Segretario Xuereb lo attendeva. “Se fossi in Convento, dovrei fare penitenza” si scusò il Papa, che il giorno successivo chiese scusa anche all’autista per averlo aspettato inutilmente.

“I gesti di raffinata sensibilità erano all’ordine del giorno” ha raccontato Xuereb.

Aveva “compassione”, ad esempio, per i fotografi che dovevano correre, nei Viaggi Pontifici, per riprenderlo.

Negli incontri con il Clero romano, gli venivano poste, a volte, domande improprie, che magari facevano rumoreggiare anche i presenti, ma “Papa Benedetto non rimaneva perturbato e con grande maestria riusciva a raccogliere un concetto per tirar fuori il meglio da chi aveva parlato”.

“Specialissimo” anche il rapporto con il fratello Georg.

“I momenti di condivisione con il fratello sono commoventi e non possono non accrescere i sentimenti di grande apprezzamento” ha rilevato Xuereb, ricordando fra l’altro quanto Benedetto ebbe a dire del fratello a Castel Gandolfo, il 21 agosto 2008: “E’ sempre stato per me una guida sicura, l’ho sempre cercato per i suoi saggi consigli e sempre ammirato per i suoi buoni esempi”.

Nel Palazzo Apostolico Papa Benedetto “ci teneva tanto a creare un clima di famiglia”, tanto – ha detto Xuereb – che “mi faceva spesso delle domande personali: il lunedì mattina mi chiedeva notizie della mia squadra del cuore, quando andavo a trovare la famiglia mi invitava a portare i saluti alla mamma. Dopo un intervento chirurgico, nel 2010, mi aiutò ad alzarmi dalla sedia perché mi vedeva in difficoltà, una volta mi aiutò lui stesso a sistemarmi il cappotto”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

You must be logged in to post a comment Login