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Sciopero lumini per fedeli tirchi

Edizione del: 19 gennaio 2014

Candele accese, ma senza lasciare le offerte, e così il parroco, don Angelo Piccinelli si è inventato lo “sciopero dei lumini”, una provocazione per scuotere le coscienze dei fedeli.

A quanto pare, infatti, sarebbero parecchi i cittadini che accendono le candele votive nella chiesa di San Siro e poi si “dimenticano” di depositare le offerte.

“Un’ipocrisia che non potevo più avallare”, commenta il sacerdote, che per 3 giorni ha rimosso i ceri e i relativi espositori.

L’iniziativa è stata preannunciata e motivata ai parrocchiani nel foglio degli avvisi settimanali con un intervento, al solito, pungente e incisivo.

“Gli espositori dei lumini sono sempre stracolmi di fiammelle ardenti e le cassette delle offerte rimangono sproporzionatamente vuote – vi si legge – . Per dimostrare la propria venerazione al Sacro Cuore o alla Vergine o a S. Antonio non c’è bisogno di accendere candele: la preghiera arriva al cospetto di Dio e provoca l’intercessione dei Santi solo ed esclusivamente per la sua sincerità, e non per il numero delle fiammelle che appicchiamo davanti ad un’immagine Sacra. Lo ribadisco: non è – conclude il sacerdote – la fiamma di un cero che rende ‘vera’ ed efficace la nostra supplica davanti a Dio, ma l’intensità della nostra fede”.


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