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Schettino assolto dal suo Parroco

Edizione del: 22 settembre 2013

 Don Antonino Soldatini, parroco della chiesa di Madonne di Roselle, a Piano di Sorrento,  parrocchia del Comandante della Costa Concordia Francesco Schiettino, la cui nave è naufragata all’Isola del Giglio, assolve Schettino senza esitazioni: “Spero – dice il sacerdote – che riuscirà a conservare l’onore che merita, anche se dovrà poi accettare il giudizio finale della Corte”.

“Lasciatelo stare; è una persona che sta soffrendo”, ha detto don Antonino Soldatini, il prete della chiesa di Madonne di Roselle, a Piano di Sorrento, suo vicino di casa.

Don Antonino difende con determinazione l’ex Comandante e, in vista dell’imminente inizio del processo non nasconde il suo auspicio.

Don Antonino non si risparmia e sottolinea di conoscere “bene, molto bene, Schettino. E’ una persona competente e ragguardevole – dice – Non è mai stato esaltato. Gli riconosco serietà e responsabilità, scrupolo e abilità. Certo, sbagliare è umano, ma se errori ci sono stati, sono stati commessi da più persone. Tra gli altri componenti dell’equipaggio e, mi lasci dire, anche della Costa Crociere”.

I compaesani di Schettino non hanno fatto mai mancare la loro solidarietà all’uomo additato, da buona parte dell’opinione pubblica, come esempio di incapacità e di codardia.

Lo fecero nei giorni del naufragio, nel gennaio dello scorso anno, quando lo accolsero a Meta con striscioni di ringraziamento e lo fanno ora dopo la rotazione, avvvenuta con successo, della nave.

Schettino è rimasto in questi giorni rintanato nella sua casa intento a studiare le carte del processo che lo vede imputato e che comincerà domani, lunedì 23 settembre.

L’ex Comandante – a cui solo in questi giorni il Ministero ha ritirato la patente nautica – si concede ogni tanto qualche passeggiata per le vie del paese, ma sempre a orari diversi.

Un paio di settimane fa è stato visto, con la moglie Fabiola e la figlia, andare a mangiare una pizza in un locale a poche decine di metri da casa sua, nel centro storico di Meta.

In paese raccontano che anche in questi giorni sono poche le persone che incontra: i conoscenti e gli amici di sempre, quelli più stretti.

Nessuna intervista e nessun incontro con i giornalisti.

La solidarietà verso l’ex Comandante è sentimento diffuso nel quartiere dove quasi tutti hanno un parente marittimo e tutti, più o meno direttamente, si sentono coinvolti nella vicenda della Concordia e sentono il “dovere” di fare quadrato.

D’altra parte, proprio a Meta, nei secoli scorsi, nacque un’Associazione di mutuo soccorso per pagare i riscatti dei marinai sequestrati e per assistere i familiari in caso di imprevisti durante i viaggi dei loro cari.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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