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San Marino: Governo sotto su religione

Edizione del: 28 ottobre 2013

La maggioranza al Parlamento della Repubblica di San Marino  la scorsa settimana è andata sotto, uno dei pochi casi dalle elezioni dello scorso novembre, a causa dell’insegnamento della Religione Cattolica.

Che si configura dunque come la classica buccia di banana su cui scivolano esecutivo e il partito San Marino Bene comune.

E per capire quanto sia grave la caduta, il Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione, Giuseppe Maria Morganti, ha chiesto un confronto interno a Maggioranza e Governo.

“Una riflessione interna va fatta”, commenta dopo l’impallinamento.

In effetti “un atto del Governo è stato bocciato”, anche se la Legge va comunque avanti.

Morganti è cosciente che “non sarà una passeggiata. Qualcuno del Psd me lo aveva annunciato, ma sono mancati 5-6 voti e gli interventi della maggioranza sono stati molto critici”.

Certo, aggiunge, “non è un argomento da mettere in discussione un Governo, ma un chiarimento è necessario”.

Il prologo venerdì 25 ottobre.

Morganti presenta il Progetto di Legge in prima lettura per “uniformare il trattamento normativo ed economico degli insegnanti di religione a quello degli altri”.

Tutto nasce “dall’accordo stipulato il 16 maggio 2013” dalla Repubblica e la diocesi di San Marino.

E proprio questo accordo l’Aula ha bocciato, con 21 voti contrari, 20 favorevoli e 2 astenuti.

Il documento chiede, tra l’altro, il diritto all’aspettativa post partum e per malattia di un familiare, e impegna a un accordo con la Santa Sede per “regolamentare in maniera compiuta” la materia.

Morganti ricorda che “gli insegnanti di religione non sono titolari di contratti di lavoro a tempo indeterminato”, dunque è impossibile “riconoscere l’anzianità di servizio”.

Già beneficiano però dell’aspettativa post partum e dei permessi annuali retribuiti e non previsti per gli incarichi a tempo determinato.

“Difficile invece introdurre per legge l’aspettativa per malattia di un familiare”.

In tutto sono 11 gli insegnati di religione a San Marino, il cui costo si aggira intorno ai 100mila euro all’anno.

Alla scuola dell’infanzia c’è stato un impegno per garantire 5 posti.

Che l’opposizione sia contraria e che la maggioranza sia divisa lo si capisce subito.

Per l’Indipendente Denise Bronzetti, infatti, “c’è una condizione di partenza diversa. Va accettato il concetto che gli insegnanti sono tutti uguali, ma con le dovute considerazioni”.

A favore Alleanza Popolare, anche se il Capogruppo Valeria Ciavatta sottolinea che il titolare della Pubblica Istruzione si va “a cercare le critiche”.

Infatti “in passato si è espresso, da giornalista e non firmandosi, contro la stabilizzazione e adesso invece porta avanti una sorta di legge del contrappasso. Non c’è coerenza nel suo operato. Non dovrebbe esprimersi su questo tema”.

Mariella Mularoni della Democrazia Cristiana invece se la prende con quei Consiglieri che portano avanti una “battaglia ideologica” e che “non vogliono riconoscere i diritti dei lavoratori: alcuni insegnanti di religione lavorano da 20 anni senza essere mai stati stabilizzati”.

Sul fronte opposto, sarcastico il Capogruppo di Rete, Roberto Ciavatta, al quale “spiace che un vecchio ex Marxista diventi amico prima di Cl poi della diocesi feretrana”.

Ancora una volta, stigmatizza, si aggiungono “tutele e stipendi per chi ha già molto”.

Non va inoltre dimenticato che “non si tratta di un’ora di storia delle religioni ma di un’ora di religione Cattolica”.

Chiosa invece Luca Santolini di Civico 10: in tempi di spending review “l’adeguamento contrattuale mi rende pensieroso. In un Paese laico come il nostro, ritengo che la Curia non possa dare l’assenso per il reperimento dell’insegnante. Non possiamo fare finta poi che il nostro Paese non si stia aprendo a una società multietnica”.

Infine Francesca Michelotti di Sinistra unita sottolinea che “non dovremmo parlare dell’insegnamento della religione Cattolica ma dovremmo parlare dell’insegnamento della religione. Noi non potremo votare né a favore della ratifica, né a favore del progetto di legge quando dovremo analizzarlo in seconda lettura”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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