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Sako: laicità cittadinanza contro violenza

Edizione del: 11 novembre 2013

Il Patriarca Caldeo di Baghdad Louis Raphael I Sako commenta, l’ondata di attacchi dinamitardi che domenica 27 ottobre hanno colpito l’Iraq provocando oltre 65 morti e decine di feriti.

Il Patriarca, sostiene che “questo conflitto settario non fa altro che aggravare una situazione già molto difficile ed allontana la possibilità di una soluzione che garantisca stabilità e sicurezza”.

Per il Patriarca, contro la violenza è necessaria una “laicità positiva” di cittadinanza.

“Siamo tutti cittadini, con eguali diritti e doveri, senza distinzioni di classe, di religione, di etnia”.

“Per fare ciò serve un esercito professionale e forze di polizia preparate” spiega il Patriarca per il quale si sta assistendo “a una lotta di potere tra Sciiti e Sunniti che non riguarda solo l’Iraq ma ha una valenza regionale, interessando la Siria innanzitutto, e l’Egitto. Ci sono, poi – aggiunge – alcuni Paesi del mondo arabo che hanno interesse a che queste crisi non cessino. Hanno paura che da questi conflitti possano uscire poteri democratici che li costringerebbero a cambiare per venire incontro alle naturali richieste di diritti dei loro popoli”.

Uno scenario che accomuna la Siria all’Iraq.

“Le riforme – è la convinzione di Sako – si fanno con il dialogo e non con le armi. La soluzione è e deve restare politica, non militare. La democrazia non si esporta con la guerra”.

Da qui la necessità di parlare di “laicità positiva, che non si pone contro la religione, e di cittadinanza: siamo tutti cittadini, con eguali diritti e doveri, senza distinzioni di classe, di religione, di etnia. Non ci sarà così più maggioranza e minoranza”.

Un fattore che faciliterebbe anche la permanenza dei Cristiani, la cui fuga, conclude il Patriarca, “sarebbe una grave perdita anche per l’Islam”.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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