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S. Egidio spenge 46 candeline

Edizione del: 7 febbraio 2014

In occasione del 46mo anniversario della Comunità di Sant’Egidio  si è svolto a Roma il XVI Incontro Internazionale “Cristiani e Pastori per la Chiesa di domani”, cui partecipano oltre 100 Vescovi Ortodossi, Evangelici e Anglicani provenienti da diverse aree del mondo, in particolare Africa, Asia e America Latina oltre naturalmente all’Italia e all’Europa.

Mercoledì i partecipanti al convegno erano presenti in piazza San Pietro  all’Udienza Generale di Papa Francesco, che si è detto “lieto” di accoglierli a Roma.

Il tema dell’Incontro  – “La gioia del Vangelo” – si sviluppa con relazioni, scambi di esperienze e confronti tra i Presuli, ma anche con la partecipazione diretta alle attività di servizio svolte dalla Comunità ai poveri, agli anziani e ai carcerati.

Alcuni dei Vescovi presenti provengono da zone particolarmente colpite dalla guerra o da conflitti etnico-religiosi.

Fra di essi, Mons. Ignatius Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale Nigeriana, Mons. Ruboneka Théophile Kaboy, Vescovo di Goma, Repubblica Democratica del Congo, Mons. John Baptiste Odama, Arcivescovo di Gulu e Presidente della Conferenza Episcopale Ugandese, Mons. Boutros Marayati, Arcivescovo della Chiesa Armeno-Cattolica di Aleppo..

Ieri a San Giovanni in Laterano la Liturgia Eucaristica in occasione dell’anniversario della Comunità di Sant’Egidio, presieduta dal Sostituto alla Segreteria di Stato Vaticano Mons. Giovanni Angelo Becciu.

“Diverse storie ci portano qui – ha detto l’Arcivescovo Becciu – ma unanime è il sentimento: la gratitudine a Dio per aver suscitato nella nostra città di Roma un’esperienza così viva di Vangelo, come riposta all’esigenza del Concilio Vaticano II di una Chiesa povera e per i poveri”.

“Sono qui tra noi quanti hanno iniziato quell’esperienza di fede e di servizio nelle periferie dove da anni i luoghi della Comunità sono un approdo per tanti cercatori di Dio e per gente bisognosa. Nello spirito di Sant’Egidio – come ebbe a dire Benedetto XVI – si realizza quanto avviene a casa: chi serve e aiuta si confonde con chi è aiutato e servito», fino a diventare un’autentica famiglia. Anche qui, in questo momento, non si distingue chi aiuta e chi è aiutato. Siamo un unico popolo”.

“In molti siamo accorsi a questa festa, perché amici di una Comunità che ha fatto dell’amicizia e del dialogo uno degli elementi decisivi della sua presenza nella società”.

“Oggi, dopo tanta strada, potreste forse essere tentati di rallentare il cammino. La fede e l’entusiasmo dell’inizio invece crescono con gli anni. Il Vangelo ci chiede ancora l’audacia di andare avanti con fiducia, la gioia di quello che siamo e di quello che facciamo, sentendoci identificati con la missione a cui Gesù ci ha chiamato: scoprire nuovi poveri, radicarsi in nuovi ambienti e paesi, comunicare il Vangelo a persone diverse, dialogare con mondi lontani”.

“Papa Francesco – ha concluso il Sostituto – ha avviato una stagione nuova nella vita della Chiesa. Ci chiede a tutti di uscire e di andare incontro alla gente perché nessuno sia lasciato solo, senza la misericordia e l’amore del Signore. Credo che la Comunità di Sant’Egidio, nel solco tracciato da papa Francesco, trovi con connaturalità il cammino del futuro: possa crescere nell’amore, nella missione, nella prossimità ai poveri e nel tessere ovunque legami di amicizia e di pace. Il Signore vi benedica e vi conservi nel suo amore”.

Alla cerimonia erano presenti, insieme ai membri della Comunità e alle persone che partecipano alle sue attività, preti, religiosi e religiose, vescovi e cardinali, delegazioni ecumeniche, ambasciatori, rappresentanti delle Istituzioni, delle Comunità nel mondo, amici.

La Comunità di Sant’Egidio, nata a Roma nel febbraio del 1968, raccoglie oggi oltre 60 mila membri, tutti volontari, in 74 paesi del mondo.

 

 


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