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S.Egidio si mobilita contro razzismo

Edizione del: 19 maggio 2013

La Comunità di Sant’Egidio si mobilita in tutta Europa per “dare una testimonianza di pace e di convivenza fra diversi” e per “denunciare i rischi di un risorgente antisemitismo che si manifesta di nuovo a settant’anni dalla Seconda Guerra Mondiale”.

Giovani provenienti da cinque Paesi Ue – Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio – si sono recati in Pellegrinaggio ad Auschwitz con la Comunità di Sant’Egidio nel nome di una Europa “unita e pacificata, che non può dimenticare l’orrore a cui hanno portato le discriminazioni razziali, l’antisemitismo, l’antigitanismo”.

Contemporaneamente, una marcia contro i rigurgiti di antigiudaismo nel cuore dell’Ungheria si è svolta a Pecs per protestare contro le contestazioni rivolte all’indirizzo del World Jewish Congress riunito a Budapest.

Da Pecs, nel 1944, furono 4.000 le persone deportate nei campi di concentramento nazisti.

La marcia, partita dalla chiesa dei Francescani, si è conclusa davanti alla Sinagoga di Piazza Kossuth, dove hanno parlato il Responsabile della Sant’Egidio, Janos Nagy e lo Scrittore Gyorgy Konrad, testimone delle vicende del ‘44 e decorato con il premio “Carlo Magno” il quale ha ringraziato la Comunità di Sant’Egidio e il suo Fondatore Andrea Riccardi “per l’impegno profuso nel dialogo fra i vari gruppi etnici”.

Inoltre, ad Auschwitz i partecipanti al Pellegrinaggio hanno lanciato un appello per ricordare l’orrore della Shoa e ribadire l’impegno a “escludere ogni forma di razzismo, discriminazione o disprezzo contro l’uomo e contro la vita e contribuire attivamente alla costruzione di una Europa dove tutti possano vivere insieme: un mondo senza razzismo”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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