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S. Egidio: religioni per la pace

Edizione del: 11 settembre 2013

I ricorrenti richiami di Papa Francesco a “non farsi rubare la speranza”, uniti al suo appello di risonanza planetaria contro la guerra in Siria e in ogni parte del globo, faranno da sfondo alla nuova edizione – la 27ma – dell’Incontro delle religioni per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, che quest’anno, sotto il tema “Il coraggio della speranza”, si terrà a Roma dal 29 settembre al 1 ottobre prossimi.

Lo “Spirito di Assisi”, sulla scia del grande incontro interreligioso voluto da Giovanni Paolo II nel 1986 nella città di San Francesco, torna così a soffiare su Roma, in un momento in cui lo scenario mondiale è agitato dai venti di guerra per la crisi siriana.

Nei 3 giorni del Meeting, oltre 400 Rappresentanti delle grandi religioni ed Esponenti della vita politica e culturale europea e mondiale provenienti da 60 Paesi, faranno sentire la loro voce in favore della convivenza pacifica tra culture e fedi diverse, mentre l’appello finale di pace, siglato dai Leader di tutte le confessioni, assumerà quest’anno uno speciale significato proprio per l’acutizzarsi della questione siriana e per le gravi minacce alla pace in Medio Oriente e nel mondo intero.

“Per sperare oggi c’è bisogno di coraggio – ha sottolineato il Presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo – mentre oggi il coraggio manca. Nella stessa Siria è stata accettata la contrapposizione come un destino contro il quale non si può far nulla. Invece noi crediamo alle sorprese dello Spirito di Assisi”.

Secondo Impagliazzo – che ha ricordato anche l’appello del Fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi ai Leader del G20 per un’iniziativa che riaprisse lo spazio del dialogo – proprio la veglia di Papa Francesco in Piazza San Pietro “ha dimostrato che la preghiera può spostare il mondo”.

Viene quindi accolta positivamente la proposta del Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov che la Siria consegni il proprio arsenale chimico alla Comunità Internazionale.

“Un segnale che accende una luce di speranza”, la definisce Impagliazzo.

Il Meeting di Sant’Egidio, sia per l’Europa sia per gli altri contesti internazionali, punta a incentivare concetti come l’ “unità”, ha detto il Presidente, e la “coabitazione”, quindi l’idea del “vivere insieme” anche tra persone di provenienze differenti.

Ne parleranno, tra l’assemblea di inaugurazione all’Auditorium della Conciliazione, nei diversi panel nella città – tra varie sedi a Trastevere e l’Università Urbaniana – e la cerimonia finale in Piazza del Campidoglio, location molto lodata dal Papa Emerito Benedetto XVI quando nel settembre scorso gli era stata comunicata, decine di Cardinali, Vescovi, Rappresentanti di tutte le Chiese, Esponenti Ebrei e Musulmani e delle altre fedi mondiali, politici come il Premier Enrico Letta, i Ministri Cecile Kyenge, Mario Mauro, Graziano Delrio, Flavio Zanonato, il pachistano Paul Bhatti, il Sindaco Ignazio Marino, il Governatore Nicola Zingaretti e tanti altri.

Tra i temi trattati dai panel, oltre alla crisi in Siria e in Medio Oriente, i 50 anni della “Pacem in terris”, l’America Latina di Papa Francesco, il terrorismo religioso, tema che lo stesso Papa Bergoglio, in una conversazione con Riccardi, ha indicato come un aspetto che merita studio e approfondimento, Islam e cultura del convivere, le religioni e la violenza sulle donne, l’immigrazione dall’accoglienza all’integrazione, le città malate e le periferie esistenziali, l’informazione al servizio della pace, il dialogo tra laici e credenti, gratuità e mercato, la longevità come benedizione, il martirio come realtà di oggi, con il pensiero rivolto ai Cristiani perseguitati.

Lunedì 30 settembre, alle 12.00, i partecipanti al Meeting saranno ricevuti in Vaticano in udienza da Papa Francesco.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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