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Russia: Chiesa partner Cremlino

Edizione del: 29 luglio 2013

La Chiesa Russo-Ortodossa è un “partner naturale” del Cremlino e la fede è un “fattore importante di unione tra i popoli” dello spazio ex sovietico.

Le parole del Presidente russo Vladimir Putin – che è stato tra i protagonisti di un lungo documentario sulla rinascita religiosa nel Paese trasmesso sul canale statale Rossia-1 – rischiano di riaccendere le polemiche sugli stretti rapporti tra Stato e Chiesa in Russia e l’utilizzo della religione da parte di Mosca come arma per cementare l’elettorato interno e rafforzare la sua influenza anche nelle ex Repubbliche satellite. Insieme al Patriarca di Mosca, Kirill, e a Hilarion di Volokolamsk, il Metropolita a Capo del Dipartimento per le Relazioni Esterne del Patriarcato, Putin è stato intervistato per il documentario intitolato “Il secondo battesimo della Russia”, in cui si racconta la rinascita dell’ortodossia dopo l’Ateismo di Stato.

Il film, non a caso, è andato in onda nella settimana dei festeggiamenti per i 1025 anni del Battesimo della Russia e nei giorni in cui migliaia di fedeli sono in coda a Mosca per venerare la Reliquia della Croce di Sant’Andrea, arrivata appositamente in Russia per il significato anniversario.

“Nei momenti più critici della nostra storia – ha dichiarato il Presidente – il nostro popolo si è rivolto alle sue radici, alle fondamenta morali, ai valori religiosi”.

A suo dire, la Chiesa ha riempito in modo naturale “il vuoto morale” creatosi dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

“Abbiamo molte linee di cooperazione tra lo Stato e la Chiesa” ha aggiunto, definendo quest’ultima come un “partner naturale” del Cremlino e un “fattore di unità tra i popoli” dell’ex Urss.

Confezionato dal Patriarcato di Mosca, il documentario racconta l’espansione “senza precedenti” della Chiesa Russo-Ortodossa, lanciatasi col nuovo Patriarca in una vera e propria missione di conquista, costruendo 1.000 nuove chiese all’anno, in ogni angolo del pianta: dall’Europa, al Giappone, passando per il Medio Oriente e l’Africa.

Il Capo della Chiesa Russo-Ortodossa dal 2009, Kirill è visto da molti osservatori come il fautore di una rinnovata alleanza col potere politico: il Patriarca è presente in modo costante sui media e lo stesso Capo del Cremlino fa continui riferimenti alla necessità di rinsaldare i “valori morali e spirituali” della società.

Nel suo terzo mandato presidenziale, inaugurato con le più vaste proteste anti-governative degli ultimi 13 anni, Putin ha cercato l’appoggio sempre maggiore della Chiesa, ritenuta dalla maggior parte dei russi l’Istituzione ancora più affidabile di quelle sopravvissute all’Urss.

L’appello al rispetto dei valori morali tradizionali e a una spiritualità, che spesso sconfina nel patriottismo e nel nazionalismo, fanno parte del discorso politico quotidiano.

Molti fedeli, però, criticano Kirill per quella che reputano ormai un’eccessiva intromissione nella politica del Paese: le controverse leggi contro le offese al sentimento religioso, promulgata dopo il caso Pussy Riot, e contro la “propaganda gay” sembrano dettate direttamente dal Patriarcato.

E’ sempre sotto Kirill che l’insegnamento della religione è stato introdotto ufficialmente nelle scuole e le politiche a sostegno della famiglia e alla lotta contro il calo demografico sono state rafforzate. Sia Putin che Kirill, domenica prossima, sono attesi a Kiev per le celebrazioni del Battesimo della Russia di Kiev, avvenuto in quello che oggi è territorio ucraino.

L’anniversario è stato festeggiato non solo nella Federazione, ma anche in Ucraina e Bielorussia.

Nel 2010, la Duma di Stato ha approvato una Legge che trasforma in festa nazionale il giorno in cui il Principe Vladimir, alla fine dell’estate del 988, radunò gli abitanti di Kiev sulla rive del Dniepr, dove i sacerdoti bizantini battezzarono tutti.

Nel documentario trasmesso, un filmato d’archivio mostra Hilarion che sul grande spiazzo, ritenuto confine comune tra Ucraina, Russia e Bielorussia, sotto le bandiere delle tre nazioni “sorelle” si rivolge ai fedeli ricordando: “Abbiamo un’unica storia, un’unica Chiesa e un unico futuro”.

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