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Ritornano echi Vatileaks

Edizione del: 16 settembre 2013

Stagione Vatileaks, atto secondo: se qualcuno si illudeva che la cupa fase dei “veleni” e dei “corvi” in Vaticano si fosse esaurita col processo e la condanna di Paolo Gabriele e le successive dimissioni di Papa Ratzinger potrebbe avere di che ricredersi.

Anche sotto il Pontificato di Bergoglio le lotte tra cordate, fatte a colpi di maldicenze e delegittimazioni, sembrano ancora all’ordine del giorno.

Mentre non si esclude, nella delicata fase degli avvicendamenti in Curia e della sempre più vicina “riforma” che dovrebbe riguardare anche lo Ior, l’agitarsi di nuove carte e documenti, sullo sfondo di rivalità personali o “scalate” di potere.

Non è uno scenario soltanto ipotetico se si pensa alle polemiche che hanno circondato alcune delle primissime nomine fatte da Papa Francesco, in particolare quella del Prelato dello Ior, Mons. Battista Ricca, preso di mira dalle “rivelazioni” su un suo presunto passato “scandaloso” quand’era alla Nunziatura di Montevideo, o quella di Francesca Immacolata Chaouqui nella Commissione creata da Bergoglio per monitorare le Amministrazioni Finanziarie Vaticane.

Sulla vicenda è tornato il Corriere della Sera, che parla di un dossier fatto avere al Papa da un Cardinale con indizi che i “tweet” incriminati della Chaouqui, in particolare quelli in cui dava del “corrotto” al Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone e in cui prendeva di mira con termini offensivi l’ex Ministro Giulio Tremonti, che ha annunciato querela, fossero stati in realtà dei falsi messaggi creati ad arte per mettere l’interessata in cattiva luce e gettare ombre sulle scelte del Pontefice.

La giovane Consulente ha dato incarico all’Avvocato Giulia Bongiorno di presentare una denuncia contro la contraffazione.

Intanto, comunque, la mancata difesa da lui ricevuta in Vaticano, e in particolare dal Papa, ha fatto sì che il Cardinale Bertone “sbattesse la porta” e che sia stata accelerata al 31 agosto la nomina del Successore, l’Arcivescovo Pietro Parolin.

Tanto che all’indomani, parlando con giornalisti a Siracusa, il Segretario di Stato uscente ha voluto togliersi più di un sassolino dalle scarpe puntando il dito contro “l’intreccio di corvi e vipere” di cui sarebbe stato vittima.

Il “caso Chaouqui”, anche con le ricorrenti email che arrivano nelle redazioni per segnalare messaggi su Twitter diretti a gettare ombre sulla consulente, sta insomma diventando la cartina al tornasole di una nuova stagione di manovre quanto meno torbide, nella quale anche notizie che vengono fatte filtrare, a volte via web, continuano a dipingere il Vaticano come un covo di maldicenze.

Tra l’altro Bergoglio non ha voluto fare nessuna retromarcia sulle nomine effettuate.

E viene descritto come “molto colpito” dal dossier sul falsi tweet.

Il Papa “venuto dalla fine del mondo”, che gode del crescente entusiasmo delle masse e tuttora cavalca la “luna di miele” con i media, avrà il suo da fare per fronteggiare le “lobby”, da lui stesso viste come il vero nemico.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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