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Rio aspetta Papa e giovani Gmg

Edizione del: 28 marzo 2013

Lo “Spirito di povertà” e una Chiesa “più giovane”, è  quanto porterà a Rio de Janeiro Papa Francesco per il suo incontro con i giovani della Gmg a luglio, secondo l’Arcivescovo di Rio, Orani Joao Tempesta, che ha parlato dell’attesa del Brasile per l’evento.

“I giovani di Rio – ha detto il Vescovo – mi hanno detto di portare tanti saluti a Papa Francesco e di dire al Santo Padre che noi gli vogliamo molto bene e che è il benvenuto a Rio de Janeiro, in Brasile. Credo che anche il nome Francesco, per i giovani che saranno alla Gmg di Rio, porti con sé tante cose belle. Papa Francesco porterà con sé il suo spirito di povertà e anche iniziative per poter vivere una Chiesa più giovane, mettendo Gesù Cristo al centro di tutta la nostra vita. E da Gesuita porterà tutta la profondità spirituale di Sant’Ignazio”.

Intanto, Mons. Orani Joao Tempesta ha detto che “gli organizzatori delle Gmg stanno andando avanti con i preparativi. Adesso credo che lavoreremo molto per l’accoglienza dei giovani. Oggi abbiamo più posti rispetto alle persone e ai giovani iscritti alla Gmg ma col passare dei mesi ci saranno più giovani da accogliere e per questo dobbiamo cercare di essere pronti per l’accoglienza di un gran numero di persone”.

Alla domanda se cambierà qualcosa adesso con Papa Francesco, rispetto al programma che era stato stabilito con Benedetto XVI, il Vescovo ha risposto che “quello che è proprio della Gmg non cambia. Il Papa sarà con i giovani, come sempre è stato nelle principali celebrazioni dei giovani. Cambiano soltanto gli altri appuntamenti del Santo Padre con la città, con il Brasile, con lo Stato, con le persone. Per questo abbiamo fatto un programma nuovo, una proposta di programma che sarà sottoposto al Santo Padre e alla fine di aprile, inizio di maggio, sapremo cosa il Santo Padre vuole fare”.

I giovani di tutto il mondo troveranno “una grande città, con una grande storia, che ha le sue cose belle, un popolo molto religioso che ha i suoi problemi di povertà, di violenza, ma ha sempre la gioia di veder crescere i giovani nel cuore. Credo che il Cristo Redentore di Rio di Janeiro renda bene l’immagine di una città che vuole accogliere tutti con le braccia aperte”.

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