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Radio Vaticana ricorda Rinuncia Ratzinger

Edizione del: 13 febbraio 2014

Anche Radio Vaticana ha voluto ricordare martedì l’11 febbraio, il primo anno del giorno dell’annuncio al mondo da parte di Papa Benedetto della sua Rinuncia al Pontificato.

Un annuncio, ricorda la radio del Papa, nel quale “la chiesa e il mondo venivano scossi. Quello che sulle prime fu un annuncio accolto con stupore e grande turbamento, nei giorni successivi venne lentamente compreso come un atto di lungimirante sapienza, possibile – nella sua sostanziale unicità – solo a un uomo e a un Pontefice di straordinaria intelligenza spirituale”.

Nel rievocare l’annuncio fatto nella Sala del Concistoro poco dopo le 11,30 di quell’11 febbraio 2013, la Radio Vaticana scrive che si trattò di un “impatto di uno tzunami che lasciò esterrefatti. I media si arroventano, nel web si twitta all’impazzata, si rovesciano le prime pagine dei siti. Benedetto XVI si è ‘dimesso’ e la prima formulazione che rimbalza ovunque e che cerca di spiegare l’inspiegabile con il linguaggio di altri mondi, perché nessuno ha gli strumenti adatti per dare razionalmente conto del mai visto”.

La decisione di Benedetto XVI di rinunciare al Pontificato è stato “un grande atto di governo”, “una decisione presa liberamente che incide veramente nella situazione e nella Storia della Chiesa”.

Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, intervistato dalla Radio Vaticana ha ricordato come il gesto sia risultato un “gesto inusitato e sorprendente” per la stragrande maggioranza delle persone, ma che “per chi accompagnava più da vicino Benedetto XVI” era da tempo “un tema su cui egli pregava, rifletteva valutava, faceva un suo discernimento spirituale”.

Padre Lombardi ha ricordato anche “la paura” che suscitò, allora, l’idea di 2 Papi che vivevano contemporaneamente.

“A me – dice – sembrava assolutamente chiaro che non ci fosse da avere assolutamente nessun timore. Perché? Perché la questione è quella del fatto che il Papato è un servizio e non è un potere. Se si vivono i problemi in chiave di potere, allora è chiaro che 2 persone possono avere difficoltà a convivere perché può essere difficile il fatto di rinunciare ad un potere e convivere con il Successore. Ma se si vive tutto esclusivamente come servizio, allora una persona che ha compiuto il suo servizio davanti a Dio e in piena coscienza passa il testimone di questo servizio ad un’altra persone che con atteggiamento di servizio e di piena libertà di coscienza svolge questo compito, allora il problema non si pone assolutamente! C’è una solidarietà spirituale profonda fra i Servitori di Dio che cercano il bene del popolo di Dio nel servizio del Signore”.

E ora Benedetto XVI “vive in un modo discreto, senza una dimensione pubblica; ma questo non vuol dire che viva isolato, chiuso come in una clausura stretta. Svolge un’attività normale per una persona anziana – una persona anziana religiosa: quindi, una vita di preghiera, di riflessione, di lettura, di scrittura nel senso che risponde alla corrispondenza che riceve; di colloqui, di incontri con persone che gli sono vicine, che incontra volentieri, con cui ritiene utile avere un dialogo, che gli chiedono consiglio o vicinanza spirituale. Ecco, quindi: la vita di una persona ricca spiritualmente, di grande esperienza, in un rapporto discreto con gli altri … Quello che non c’è è la dimensione pubblica a cui eravamo abituati, essendo il Papa, e quindi era sempre sui teleschermi, davanti all’attenzione di tutto il mondo. Questo non c’è; ma per il resto, è una vita normale di rapporti. E tra questi rapporti, c’è il rapporto con il suo Successore, il rapporto con Papa Francesco che, come sappiamo, ha dei momenti anche di incontro personale, di dialogo … uno è andato a casa dell’altro e viceversa. E poi ci sono le altre forme di contatto che possono essere il telefono o i messaggi che vengono mandati: una situazione di rapporto del tutto normale, direi, e di solidarietà. Mi pare che sia molto bello per noi, quando abbiamo quelle rare immagini dei 2 Papi insieme e che pregano insieme – il Papa attuale e il Papa Emerito: è un segno molto bello e incoraggiante, della continuità del Ministero Petrino nel servizio della Chiesa”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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