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Rabbino Skorka: Israele attende Papa

Edizione del: 22 ottobre 2013

Il Rabbino Abraham Skorka, Rettore del Seminario Rabbinico latinoamericano a Buenos Aires, che vanta una lunga amicizia con Papa Francesco, il quale di recente lo ha anche ospitato in Vaticano nel Residence Santa Marta, afferma: “credo che ci sia una continuità totale rispetto a come parla e agisce Bergoglio ora e il modo in cui agiva a Buenos Aires. Oggi il Papa ha parlato di ‘bandire l’antisemitismo dalla vita e dal cuore’ ed è quello che concretamente lui ha sempre fatto qui, in Argentina”.

Nei giorni scorsi in Israele, Skorka ha annunciato la possibilità di visitare insieme la Terra Santa.

“C’è una grande attesa in Israele per il suo arrivo”, dice.

“Le sfide del futuro sono davanti ai nostri occhi, l’incontro e il dialogo tra le religioni per costruire la pace è uno dei segni di speranza”, aggiunge Skorka, che con il Papa ha firmato il libro “Il cielo e la terra”, con il loro colloquio sui temi su cui Ebrei e Cristiani possono camminare insieme.

“Per me Bergoglio è un vero amico, rimane la stessa persona che ho sempre conosciuto, è molto attivo – afferma -. Non è uno che sta fermo. Abbiamo diversi temi in agenda. E senza dubbio le suggestioni di un viaggio in Terra Santa: una visita insieme al Muro del Pianto avrebbe un valore enorme per me. La Pasqua Cristiana è in stretta relazione con quella Ebraica chiamata Pesach e questa occasione sarebbe un punto di arrivo di un lungo viaggio attraverso la conoscenza reciproca iniziata negli anni ‘90”.

A proposito di cosa si aspetta il Medio Oriente dal Papa, il Rabbino spiega che “Cristiani ed Ebrei non possono smettere di dialogare e di coltivare la loro amicizia. Il dialogo e l’incontro personale valgono per tutti: Ebrei, Cattolici, Musulmani. Papa Francesco sta diventando un leader di riferimento mondiale”.

“Il Presidente israeliano Shimon Peres è rimasto molto colpito dal suo carisma e da quello che ha fatto per la questione siriana – conclude -. L’invito a pregare per la pace è l’indubbio segno di una leadership intrisa di profondi valori Cristiani che si avvicinano molto ai valori Ebraici. Del resto la matrice è la stessa. C’è grande attesa in Israele per il suo arrivo”.


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