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Quanto costa la Fede in Germania

Edizione del: 27 novembre 2013

Le Chiese tedesche sono ricche e non devono rendere conto a nessuno di come amministrano il patrimonio, ma rimane il fatto che perdono sempre più fedeli, in media 200mila all’anno, sia gli Evangelici che i Cattolici, che sono quasi alla pari, i Protestanti più forti al Nord, e la chiesa di Roma al Sud.

E ora la fuga dei fedeli si è acutizzata, a causa del caso del Vescovo di Limburg, Mons. Franz-Peter Tebartz-Van-Elst, che ha dato scandalo spendendo 31 milioni di euro per rimodernare la sua residenza.

Vasca da bagno da 120mila euro, marmi costosi, legni pregiati, e i lavori non sono ancora finiti, mentre il Papa, da Roma, invita i suoi preti alla moderazione.

Le spese pazze di Monsignor Franz-Peter hanno provocato la reazione dei Cattolici, ma anche dei Protestanti.

Per uscire da una Chiesa, è necessario un atto formale davanti alle Autorità, per evitare di continuare a pagare le tasse, che qui ammontano all’8% in più su quanto si versa allo Stato.

La fede costa, e molti se ne vanno anche per la crisi economica.

Un Vescovo sprecone offre l’alibi opportuno: da settembre a ottobre le uscite sono quasi raddoppiate a quota 571; quelle dalla Chiesa Evangelica sono aumentate dell’80% a 228.

Così a Osnabrück e a Brema, nel Nord del paese, mentre nel Sud, a Monaco, in ottobre sono state 1.250, il doppio rispetto alle 602 di settembre.

A Regensburg sono triplicate a 147, una vera emorragia.

E le fughe di conseguenza danno minori entrate, anche se il totale rimane sempre ragguardevole: nel 2012 le tasse hanno portato alla Chiesa di Lutero 4,77 miliardi di euro, alla Chiesa di Roma 5,188 miliardi.

Le entrate sono sempre di più, anche se i fedeli scendono: Protestanti e Cattolici erano il 36% della popolazione, oggi sono al 29 mentre il patrimonio delle Chiese ammonterebbe a 500 miliardi di euro, ma il calcolo esatto naturalmente non è possibile.

Le attività delle parrocchie non si limitano alla sfera religiosa: organizzano concerti, gestiscono teatri rionali, campi giochi e sportivi, asili infantili e Residence per anziani.

Un lavoro sociale che lo Stato riconosce e in parte rimborsa, ma da più parti si chiede di abolire le tasse religiose, regolate da una Legge che risale alla Repubblica di Weimar.

I fedeli chiedono di essere  lasciati liberi di versare quel che ritengono giusto, e magari ogni intervento del sacerdote o dal Pastore Evangelico venga pagato secondo “tariffe prefissate”, dai battesimi ai matrimoni.

Così i Religiosi torneranno a esercitare solo la loro funzione primaria.

Solo attraverso la Caritas, la Chiesa Cattolica gestisce 25mila Centri, con oltre 550mila collaboratori.

Sempre la Chiesa Cattolica possiede vigneti e fattorie, migliaia di appartamenti e negozi: solo la diocesi di Monaco è proprietaria di boschi per 5mila ettari.

I Cattolici hanno la Weltbild, una casa editrice con un fatturato di un miliardo e 600 milioni perfino alcuni episodi di Tatort, la fortunata serie gialla televisiva, vengono prodotti dalla Chiesa.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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