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Pronipote Roncalli: onore Papa

Edizione del: 10 agosto 2013

Il pronipote di Giovanni XXIII, Marco Roncalli, giornalista, storico e scrittore, in un’intervista al settimanale “A Sua Immagine”, racconta che Papa Roncalli disse al fratello Zaverio che “l’onore di un Papa non è di far arricchire i suoi parenti. Questo è e sarà uno dei titoli di onore più belli e più apprezzati di Papa Giovanni, e della sua famiglia Roncalli. Alla mia morte non mi mancherà l’elogio che fece tanto onore alla Santità di Pio X: nato povero e morto povero”.

“Alla famiglia Giovanni XXIII – spiega il pronipote – si sentì davvero debitore. Manifestò riconoscenza innanzitutto ai suoi genitori, Giovanni Battista Roncalli e Marianna Mazzola”.

Marco Roncalli all’epoca dell’elezione Pontificia di Giovanni XXII, non era ancora nato, ma ha poi ricostruito quelle ore nel suo libro “Giovanni XXIII: Angelo Giuseppe Roncalli: una vita nella storia”.

Ha imparato a conoscere in famiglia il racconto di una vita straordinaria, ma soprattutto vi ha dedicato oltre vent’anni di studi alla scuola dell’Arcivescovo Loris Francesco Capovilla, Segretario Particolare del Pontefice, oggi ultranovantenne.

Ma Papa Giovanni, sottolinea il pronipote, “aveva tutta la consapevolezza di appartenere ormai, non più alla famiglia ‘secundum sanguinem’, ma a tutto il mondo, pur restando per lui i legami familiari qualcosa di fortissimo. Basta pensare a quella confidenza, il giorno d’inizio del Pontificato, quando disse che la Sedia Gestatoria gli aveva fatto ricordare quelle volte in cui suo padre se l’era messo a cavalcioni sulle spalle per permettergli di vedere in mezzo a sagre paesane”.

“A differenza del suo predecessore, Pio XII, Eugenio Pacelli, che veniva da una famiglia nobile, – sottolinea il pronipote – i parenti di Papa Giovanni sono dei mezzadri. Una famiglia modesta, se non povera, e che certo non ha modificato il suo status sociale grazie all’elezione del congiunto. Forse sono l’unico ad aver ‘approfittato’ di questa parentela, ma come studioso mi sono mosso sul piano della ricerca storiografica, che è un lavoro piuttosto impegnativo”.

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