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Domiciliari per maggiordomo Papa

Edizione del: 2 giugno 2012

Paolo Gabriele, l’aiutante di camera di Benedetto XVI arrestato per il possesso illecito di documenti riservati, ha avuto un nuovo e ampio colloquio con i suoi avvocati difensori, Carlo Fusco e Cristiana Arrù.

Lo ha riferito il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che ha confermato che gli interrogatori formali del giudice istruttore Piero Antonio Bonnet inizieranno alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima.

Lombardi ha anche detto che i legali di Gabriele, finora accusato di furto aggravato e attualmente detenuto in una camera di sicurezza in Vaticano, presenteranno a breve istanza di libertà vigilata o di arresti domiciliari. “Ritengo sia già preparata”, ha spiegato nel corso di un briefing con la stampa.

Intanto va avanti, su un piano diverso, anche il lavoro della Commissione Cardinalizia Papale, presieduta dal Cardinale Julian Herranz, che raccoglie testimonianze e informazioni.

L’inizio formale del procedimento penale a carico di Gabriele sarà anche un momento decisivo per chiedere la possibile collaborazione della magistratura italiana sulle posizioni di possibili intermediari nella diffusione dei documenti o di altri complici che non siano cittadini vaticani.

Il maggiordomo del Papa resta per ora l’unico accusato, e Lombardi ha smentito ancora una volta i numeri circolati di persone coinvolte o di cardinali sospettati, e tanto più le ipotesi su ‘reti di persone attive nella diffusione delle carte segrete.

“Dubito che un Cardinale venga interrogato”, ha risposto il Portavoce Vaticano a una domanda specifica di un giornalista nel caso fosse coinvolto un porporato. “I cardinali rispondono al Papa”, ha spiegato. “Se ci sono problemi seri che riguardano un cardinale sicuramente deve essere coinvolto il Papa. Non può dipendere dal capo della Gendarmeria o dal magistrato inquirente se interrogare o meno un cardinale”.

Su quanto scritto a proposito di un colloquio tra don Georg Gaenswein e lo stesso Gabriele prima dell’arresto di quest’ultimo, in cui il segretario del Papa gli manifestava i sospetti caduti su di lui, Lombardi ne ha parlato come di una “cosa ovvia”.

“Sarebbe uno strano mondo – ha Padre Lombardi – se non ci fosse stato un colloquio di chiarimento con una persona che collabora con il Papa, sarebbe surreale se non l’avesse fatto”. Smentita, inoltre, allo stato attuale delle indagini, sulla presenza nell’abitazione di Gabriele di plichi già pronti ad essere spediti a specifici destinatari. Il materiale trovato in casa del maggiordomo, tra l’altro, ha detto Lombardi, “è ancora in fase di studio e di catalogazione”.

Il direttore della sala stampa vaticana, nel turbinio delle notizie sulla vicenda delle fughe di documenti, ha fatto anche appello a che la comunicazione su questi eventi, dolorosi per il Papa e la Chiesa, sia ispirata a criteri di verità: “Mi pare che una linea di volontà di verità, di volontà di chiarezza, di volontà di trasparenza, questa – anche se con dei tempi graduali – fa i suoi passi, e quindi onestamente ritengo che stiamo cercando di gestire questa situazione nuova: cerchiamo la verità, cerchiamo di capire che cosa oggettivamente sia successo. Però, prima bisogna capirlo con sicurezza, anche per rispetto delle persone e della verità”.


Autore: 

Franco Mariani, direttore di News Cattoliche, classe 1964, giornalista, ha cominciato ad occuparsi di giornalismo nel 1978, a 14 anni, l’anno dei tre Papi, scrivendo per alcuni settimanali cattolici, passando poi a quotidiani, televisioni, radio e web. E’ giornalista Vaticanista, critico cinematografico ed esperto dell’Alluvione di Firenze del 1966 e dello Zecchino d’Oro. Ha frequentato la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. In seno al Sindacato unitario dei giornalisti ha ricoperto vari incarichi regionali e nazionali. E’ direttore di varie testate e ha pubblicato diversi libri sulla storia del papato e di Firenze. E’ Cavaliere di Merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

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