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PO:Veglia in cinese per vittime

Edizione del: 9 dicembre 2013

Erano 7 le candele accese, portate all’altare nel momento iniziale della Veglia di Preghiera, che si è svolta ieri a Prato, per ricordare le vittime cinesi del tragico rogo che, domenica 1 dicembre, ha avvolto la confezione nel Macrolotto Uno.

Un segno pregnante voluto dalla Cappellania Cattolica cinese, dal Vicario Episcopale per i Migranti e dalla comunità Francescana che vive in Chinatown.

Una“Veglia di Preghiera in ricordo dei cinesi vittime dell’incendio e di intercessione per le povertà connesse all’immigrazione a Prato”, come recitava il titolo del momento di preghiera, ricco di canti e momenti di meditazione in italiano e in mandarino.

A presiederla, nella chiesa dell’Ascensione al Pino (Prato), è stato Mons. Santino Brunetti, Vicario Episcopale per i Migranti, in rappresentanza del Vescovo, fuori diocesi per un impegno pastorale.

Mons. Brunetti ha anche letto un messaggio che il Vescovo ha inviato per questo evento: “È opportuno – ha scritto il presule – che si proceda a una revisione dell’accaduto, perché non si ripetano fatti così sconvolgenti da addebitarsi non solo alla fatalità, ma soprattutto all’egoismo di tanta gente, che non si ferma di fronte a nulla in nome del denaro, assunto come nuovo idolo a cui tutto si deve sacrificare”.

La lettera è stata tradotta simultaneamente da don Francesco Saverio Wang, cappellano della comunità cattolica cinese di Prato.

Presente in prima fila anche il marito di una delle due donne decedute nel capannone, che ha ricevuto l’applauso di tutti  i presenti non appena è stato presentato dal sacerdote orientale.

“In questi giorni – continuano le righe del presule, lette dall’altare da mons. Brunetti – abbiamo ascoltato tante affermazioni di principio, ma poi domani è un altro giorno e gli interessi di parte riprenderanno il sopravvento, lasciando soli i familiari delle vittime a piangere i loro cari. Noi vogliamo affermare il nostro disappunto  e vogliamo impegnarci”.

“Le comunità pratese e cinese – sono ancora  le parole del Vescovo – devono riuscire a pensare a un futuro insieme, per raggiungere gli stessi obiettivi e gli stessi ideali. Molti amici cinesi hanno già scelto Prato come paese definitivo in cui vivere: vogliamo considerarli come un’opportunità per costruire la società del futuro”.

Attraverso queste parole, come ha ricordato anche mons. Santino Brunetti leggendo il messaggio, la Chiesa pratese tende la mano per la libertà e la giustizia di tutti.

La Veglia aveva seguito, sempre nella chiesa dell’Ascensione, la Messa settimanale in mandarino che viene celebrata tutte le domeniche dal Cappellano don Francesco Saverio Wang alle 15,30.

L’Eucaristia è stata quella della seconda domenica di Avvento, ma era stata caratterizzata, significativamente, anche dal suffragio per i defunti cinesi.

Alla Veglia e anche alla Messa la diocesi aveva invitato i Cattolici ma, in segno di solidarietà, anche tutte le persone che volevano condividere la vicinanza alle vittime e alla comunità cinese.


Autore: 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, prima di approdare a questa redazione (settembre 2013) ha collaborato con altre testate giornalistiche nazionali e toscane, occupandosi oltre che di cinema anche di spettacolo e cronaca.

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