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Sottosegretario Migranti a San Pietroburgo

Edizione del: 17 marzo 2014

Padre BentoglioSi parlerà di agricoltura e migrazione nel viaggio che porterà a San Pietroburgo da oggi, 17, e fino al 21 marzo, il Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Padre Gabriele Ferdinando Bentoglio.

Padre Bentoglio sarà ospite dell’Università Statale della città russa per la firma di accordi comuni di formazione con la Facoltà di Agraria, un’occasione per una riflessione sul tema dell’economia agricola così come sul programma di Teologia Pastorale dedicato alla mobilità umana dello “Scalabrini International Migration Institute”, Simi, parte della Pontificia Università Urbaniana.

Nell’ambito del viaggio, il Sottosegretario Bentoglio terrà una conferenza dal titolo “Migrazioni, sviluppo e agricoltura dal punto di vista della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica”.

“Oggi – si legge in un passaggio della relazione di Padre Bentoglio – abbiamo l’occasione per una profonda riflessione sulla relazione tra migrazioni, sviluppo e mondo rurale, che permetta di formulare risposte adeguate rispetto all’attesa di giustizia e al desiderio di avanzamento di milioni di persone”.

“La Dottrina Sociale della Chiesa – scrive Bentoglio – ha 2 criteri guida, di particolare rilevanza per l’impegno allo sviluppo in una società sempre più globalizzata: giustizia e bene comune”.

“La Chiesa Cattolica propone 4 principi per la regolazione legittima dei flussi migratori da parte dei governi: primo il diritto di non emigrare, secondo il diritto di emigrare, terzo il diritto delle Autorità di regolare i flussi migratori, tenendo presente il bene comune del Paese, ma, quarto principio, nel contesto del bene comune universale”.

Queste considerazioni nascono dalla concezione dell’agricoltore e del migrante come persona, cioè “immagine di Dio”.

“Il Santo Padre Francesco – scrive Padre Bentoglio – nell’Udienza Generale del 5 giugno ha detto: E mi sorgono le domande: Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il Creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando? Il verbo ‘coltivare’ mi richiama alla mente la cura che l’agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione! Coltivare e custodire il creato è un’indicazione di Dio data non solo all’inizio della storia, ma a ciascuno di noi; è parte del suo progetto”.

Perciò, continua il Sotto Segretario, “è necessario rinforzare la solidarietà per affrontare la sfida posta dallo sviluppo delle persone e, facendo questo, per sostenere l’impegno specifico di assicurare una effettiva sicurezza alimentare all’umanità”.


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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