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Polonia: prete accusa Vescovo

Edizione del: 25 luglio 2013

In Polonia lo scontro tra un prete e il Vescovo è diventato un caso nazionale.

L’Arcivescovo di Varsavia-Praga, Mons. Henryk Hoser, ha fatto pubblicare un lungo comunicato ufficiale dove ripercorre i diverbi con il sacerdote don Wojciech Lemański, parroco di Jasienica, e ne conferma l’allontanamento dalla parrocchia.

Don Lemański, in Tv e sui media, aveva accusato il suo Vescovo di averlo ingiustamente discriminato a motivo delle sue posizioni “aperte”.

La Curia di Varsavia – Praga ricorda che nel 2010, quando la presenza di Lemański nella parrocchia ha cominciato a creare “molteplici conflitti”, il Vescovo ha proposto al sacerdote il trasferimento a un’altra parrocchia, nel Decanato di Jadów.

Ma lui si è sempre opposto alla decisione, facendo appello alla Congregazione Vaticana del Clero.

I conflitti però non si sono attenuati, specie nella scuola dove Lemański insegnava.

Il sacerdote, senza il consenso del Vescovo, ha iniziato una causa civile contro il Direttore due insegnanti della stessa scuola.

A quel punto l’Arcivescovo ha ritirato a Lemański il permesso di insegnare il catechismo nella scuola, fino a quando il processo non fosse concluso.

E la Congregazione del Clero, dopo aver esaminato tutti i documenti del caso, gli ha dato ragione.

Nel frattempo, ricostruisce ancora il comunicato, il sacerdote ha continuato a tenere conferenze e a fare dichiarazioni, non solo nella sua diocesi ma in tutto il Paese, “senza la necessaria moderazione” e senza “saper mantenere le proporzioni”.

Lemański avrebbe fatto passare la Chiesa per un luogo di stupratori, pedofili, ipocriti, rapaci, e ubriachi.

Presentandosi come il difensore delle vittime di una Chiesa “che è malata”, soprattutto nella sua struttura gerarchica.

Don Lemański ha ricevuto un primo avvertimento Canonico dal Vescovo il 17 gennaio 2012 nel quale gli si imputavano certi comportamenti, decisioni arbitrarie sulla parrocchia, il pubblico deprezzamento del Ministero dei Vescovi e dei sacerdoti, i vari conflitti con la comunità locale, la mancanza di cooperazione con le Autorità locali e le Istituzioni educative.

Il parroco è ricorso nuovamente alla Congregazione del Clero, ma il 2 giugno dal Vaticano è arrivata un’altra risposta che ha dichiarato legittima la decisione del Vescovo e il suo ammonimento.

Lemański allora si è rivolto alla Segnatura Apostolica, la Corte di Cassazione della Santa Sede, la quale ha però dichiarato “nullo” il suo ricorso, rifiutato “a causa della mancanza di una base legale”.

La pubblica disapprovazione del documento è costata al parroco una seconda ammonizione Canonica, datata 24 maggio 2013, con la quale l’Arcivescovo Hoser intimava al sacerdote di cessare con la sua presenza nei media e con le contestazioni alla linea dell’Episcopato polacco.

Don Lemański “ha ignorato il divieto” e ancora una volta non ha dimostrato “alcun spirito di obbedienza”.

Così Monsignor Hoser ha avviato la procedura per rimuovere il sacerdote dalla parrocchia e il 5 luglio ha pubblicato l’apposito decreto.

È in questo momento che Lemański ha preso ad accusare il Vescovo con frasi sibilline e il paragone con il caso O’Brien, salvo poi essere costretto a fare marcia indietro.

L’ultima accusa del parroco al Vescovo è stata quella di averlo rimosso perché era troppo amico degli Ebrei.

Ma Hoser ricorda nel comunicato che le sue relazioni con la Comunità Ebraica sono sempre state ottime: è stato anche organizzatore delle visite dei Vescovi polacchi in Israele nella primavera 2013, come pure ha ospitato nelle sale sottostanti la Cattedrale una mostra dedicata al tema del popolo Ebraico.

Domenica il nuovo Amministratore Parrocchiale Grzegorz Chojnicki si è insediato a Jasienica.

Don Lemański, “diventando un ostaggio volontario dei media ha causato grande danno per la Chiesa, di cui egli è un sacerdote e ha causato una grave confusione”.

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