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PO: verso Beatificazione don Bessi

Edizione del: 27 settembre 2013

Il cammino di don Didaco Bessi verso la Beatificazione entra nel vivo: Il Vescovo Franco Agostinelli, nel Duomo di Prato gremito di fedeli ha presenziato lunedì 23 settembre, alla prima sessione dell’inchiesta diocesana “Sulla vita, le virtù e la fama di Santità” del Servo di Dio nato e vissuto a Iolo, Fondatore della comunità delle Domenicane di Santa Maria del Rosario.

Non solo tante Consorelle della Congregazione, ma anche rappresentanti delle Autorità, i pronipoti di don Didaco e molte persone hanno preso partecipato in Cattedrale alla cerimonia.

Una celebrazione che ha quanto mai sottolineato l’importanza dei caratteri della Santità, come ha precisato lo stesso Presule pratese durante il suo discorso introduttivo al Processo: “Celebrare la Santità non è demodé, anzi la Santità è qualcosa di molto attuale. Tutti sono chiamati a raggiungerla, è un riferimento importante per tutti noi, ma ha bisogno di esempi. I Santi sono come delle frecce segnaletiche che ci indicano il cammino giusto da percorrere”.

E, in particolare, riferendosi al parroco di Iolo vissuto oltre 150 anni fa, Mons. Agostinelli ha detto: “È figlio della nostra Chiesa, di un nostro paese. Ha vissuto in maniera straordinaria l’ordinarietà della sua vita. Ha sposato la causa del suo tempo, della sua gente, rispondendo ai bisogni del suo popolo”.

Durante la cerimonia hanno prestato giuramento i membri del Tribunale che ascolterà le testimonianze: il  Canonico Daniele Scaccini in qualità di Giudice Delegato del Vescovo, don Gianni Gualtieri, Promotore di Giustizia e Suor Marinella Bini, Notaio.

Con la lettura del Supplex Libellus il Postulatore della Causa di Beatificazione, il Domenicano Fra’ Francesco Maria Ricci, ha delineato la vita e le opere di don Bessi, precedendo la lettura del Nihil Obstat della Santa Sede e del Decreto di introduzione della Causa e di Costituzione del Tribunale emesso dal Vescovo Agostinelli, lette al popolo dal Notaio ad casum don Giancarlo Innocenti.

Un giorno di grande festa per la comunità delle Domenicane di Santa Maria del Rosario di Iolo: “don Didaco con il suo esempio ci ricorda ogni giorno che dobbiamo rendere la nostra Chiesa più bella e più Santa – ha detto Madre Paola Collotto, Superiora delle Domenicane di Iolo – la sua umiltà, la sua mitezza, la sua dolcezza sono i tratti fondamentali di questa figura tanto amata, una figura straordinaria nella sua semplicità”.

A questo punto il Tribunale nominato inizierà ad ascoltare le testimonianze per dimostrare le virtù eroiche del Servo di Dio, continuando il lungo iter verso la Beatificazione: “Abbiamo iniziato questo itinerario nel 2008 con l’allora Vescovo Simoni – racconta il Postulatore della Causa, Frà Francesco Maria Ricci – e questa è una tappa importante perché da ora si comincerà ad ascoltare circa 50 testimoni che racconteranno come la vita, gli esempi e le opere di don Didaco non sono state dimenticate”.

“Per ora non possiamo parlare di un vero e proprio miracolo che rimandi alla figura di don Didaco – ammette Fra’ Francesco, riferendosi all’elemento essenziale secondo il Diritto Canonico per poter rendere Beato un Servo di Dio – ci sono molte Grazie, non solo in Italia ma anche in altri paesi del mondo, ma attendiamo ancora un miracolo come segno del Cielo”.

Don Didaco Bessi nasce a Iolo il 2 febbraio 1856, secondo dei 4 figli del calzolaio Giocondo Bessi e di Maria Debizzi.

Anche grazie all’esempio del suo parroco, don Antonio Cappellini, fin da bambino si sente attratto dalla vita sacerdotale; prenderà i voti a 23 anni, dopo essere stato in Seminario per 5 anni dal 1874.

Inizia subito il suo apostolato nella parrocchia di Iolo, dove era nato e vissuto: un territorio che soffriva di molte problematiche di tipo sociale ed economico, con molti orfani, frequenti infezioni di tifo, analfabetismo diffuso, ma soprattutto molta povertà.

Proprio per questo nel 1894 don Bessi si reca dall’allora Vescovo di Pistoia e Prato, Mons. Mazzanti,  per esporgli il suo disegno di fondare un’Istituzione per l’assistenza degli orfani e degli ammalati.

Così inizia la formazione della Comunità delle Domenicane di Santa Maria del Rosario, chiamate così per la sua grande devozione alla Madonna.

La prima Casa, l’Istituto delle Suore di Carità della Beatissima Vergine del Rosario, viene inaugurata l’8 settembre del 1895; da quel momento, la comunità si è allargata e adesso, oltre all’Italia, è presente anche in Ecuador, Filippine, India, Polonia, Romania e Indonesia.

Don Bessi ha 63 anni quando, il 25 maggio del 1919,  il Signore lo chiama a sé, dopo aver reso un umile e allo stesso tempo straordinario servizio alla sua comunità, con semplicità, amore e dedizione.

Le memorie narrano che non si riusciva a trovare un materasso su cui adagiare il suo corpo, perché il sacerdote dormiva su un pagliericcio, e non c’erano nemmeno i soldi per il funerale.

tribunale_diocesano Prato


Autore: 

Nicola Nuti, 35 anni, diplomato, è Capo Redattore di News Cattoliche. Dal 2008 è curatore del sito della Parrocchia San Francesco di Pisa. Ha collaborato con le testate on line Stamp Toscana e La Terrazza di Michelangelo.

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