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PO: 7 secoli dal furto della Sacra Cintola

Edizione del: 28 luglio 2013

Settecento anni più uno, tanto è passato da la notte tra il 27 e il 28 luglio del 1312, quando Giovanni di Ser Landetto da Pistoia, un Chierico Secolare detto Musciattino, tentò di sottrarre ai pratesi la Cintola della Madonna.

La storia racconta che il furto sacrilego fu architettato per portare la preziosa Reliquia a Firenze.

Come narra la tradizione, quella notte di 7 secoli anni fa, qualcosa andò storto per Musciattino.

La leggenda dice che il ladro divenne improvvisamente cieco, probabilmente punito per il vile furto, e così continuò a vagare per le navate della Pieve di Santo Stefano, oggi Duomo di Prato.

Musciattino credette di essere arrivato davanti alle Mura di Pistoia, e invece si mise a bussare al portone della chiesa gridando la famosa frase: “Aprite pistoiesi c’ho la cintola dei pratesi!”.

Il ladro fu acciuffato e punito in modo esemplare: gli furono tagliate le mani, fu legato alla coda di un asino, condotto sul Bisenzio e qui bruciato.

Sullo stipite di una delle porte laterali del Duomo, quella presso l’angolo formato dal campanile, si dice sia rimasta, a estrema testimonianza, l’impronta della sua mano sacrilega.

Un fatto macabro e tra i più noti della storia di Prato che da sempre ha legato il proprio nome alla Reliquia Mariana.

Tutti gli anni il 28 luglio, che questa volta cade di domenica, secondo il calendario “proprio”, ricorre la festa della Madonna del Sacro Cingolo.

La ricorrenza viene celebrata in Duomo.

Le Messe seguono il tradizionale orario festivo: 7,30, 9, 10,30, 12 e 19.

Alle 18 recita del Rosario e alle 18,30 il canto dei Vespri prima dell’inizio della Messa serale.

In questo giorno, partecipando alle funzioni in programma o almeno visitando devotamente la Cattedrale, si può ottenere l’Indulgenza Plenaria alle consuete condizioni, confessione e comunione sacramentale, recita del Padre Nostro e del Credo, preghiera per il Santo Padre.

L’Indulgenza, ovvero la remissione delle pene dovute per i peccati, è stata concessa, nel 1996, in virtù del titolo di Basilica Minore attribuito alla Cattedrale da Papa Giovanni Paolo II.


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