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Pesaro: imbrattate chiese

Edizione del: 22 dicembre 2013

Nella notte tra il 18 e il 19 dicembre a Pesaro, ignoti hanno imbrattato 3 chiese: Cristo Re, Madonna di Loreto ed il gioiello cinquecentesco, costruito da Girolamo Genga, del San Giovanni.

Scritte a sfondo “animalista”, dove si accusano la Chiesa ed i suoi Ministri di essere complici dell’ “olocausto animale che non sarà perdonato”.

Esterefatti e quasi senza parole i 3 parroci, mentre immediatamente sono scattate la ripulitura e le indagini.

Indagini, condotte tanto dalla Digos quanto dai Carabinieri, che si preannunciano difficili, in quanto nessuna scritta conteneva firme, sigle o rivendicazioni che possano aiutare nella ricerca degli autori dell’atto vandalico.

Su questo fatto in Curia non si ha voglia di parlare dell’accaduto, ma l’amarezza è ben presente nel viso di tanti sacerdoti tant’è vero che l’Arcivescovo di Pesaro Monsignor Piero Coccia,  ha detto: “Io credo -  che la crisi che noi viviamo nel contesto cittadino è una crisi di varie sfaccettature. Ma l’origine della crisi è sicuramente di carattere culturale e antropologico. Siamo un po’ tutti sfasati e perdiamo il senso dell’identità e quindi vi è anche una problematicità in merito alla visione dell’uomo e della fede che l’uomo vive. Quando non ritroviamo questi punti fermi e quindi va in ballo la concezione della persona stessa, può accadere di tutto. Quindi la mia interpretazione delle imbrattature di tre chiese dell’arcidiocesi di Pesaro, non è solo sociologica, ma va più a fondo. E se noi non ritroviamo il vero uomo e il vero credente, non riusciamo nemmeno a trovare soluzioni per manifestazioni assurde come queste, ma soprattutto per i problemi economici e la povertà che si sta diffondendo nella nostra città. Se non ritroviamo questo punto fermo, tutto può accadere e questi gesti vandalici, possono solo essere l’anticamera. Viviamo in una società di sbandamento notevole, perché l’uomo ha perso la sua identità e i valori per cui vivere. Occorre ricostruire una grammatica comune che è tipica di ogni persona come tale e che caratterizza la dignità umana”.


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