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Perugia: Cardinale Bassetti su furto ostie

Edizione del: 31 marzo 2014

Cardinale BassettiUn furto-profanazione  è avvenuto all’interno della chiesetta di Santa Maria della Grazie nel cimitero di Monterone, a Perugia che rientra nella parrocchia di Casaglia.

I ladri hanno forzato il tabernacolo e portato via tutte le ostie consacrate, senza devastare o rubare altri oggetti di valore.

Le modalità del furto fanno pensare ad un’azione studiata per poter utilizzare le ostie consacrate in qualche squallido rituale legato alle messe nere.

Non è un mistero che tra Perugia e Foligno da tempo si ritrovino sempre più spesso i resti di messe nere celebrate in casolari abbandonati, boschi e altri luoghi ritenuti esoterici.

L’ostia consacrata, il corpo di Gesù, assume grande valore per i satanisti dato che rappresenta a tutti gli effetti il “nemico” da sconfiggere per far trionfare Lucifero e i suoi fedeli.

E’ dure sono le parole del Cardinale Gualtiero Bassetti contro i ladri che si sono macchiati del furto sacrilego.

Ma soprattutto contro i mandanti, dato che le ostie possono essere usate solo nei riti satanici.

Il Porporato ne ha parlato durante la conclusione della “24 ore per il Signore” nella Cattedrale di San Lorenzo.

Il Cardinale ha presieduto la celebrazione eucaristica anche per “la necessità di una pubblica riparazione al sacrilego episodio dell’asportazione delle particole consacrate dalla chiesa del nostro cimitero cittadino”.

“Noi Cristiani -ha dett il Porporato - non abbiamo nulla di più caro e più prezioso della Presenza Eucaristica. La Santissima Eucaristia contiene realmente il corpo, sangue, anima e divinità di nostro Signore Gesù Cristo. L’Eucaristia è il pane vivo disceso dal Cielo; è la remissione dei nostri peccati; è il pegno della vita eterna. L’Eucaristia fa la Chiesa ed essa è fonte e culmine di tutto il bene che si fa nella Chiesa, perciò un simile scempio non comporta soltanto un gesto sacrilego nei confronti del Santissimo Sacramento, ma è al tempo stesso una gravissima offesa a tutto il corpo di Cristo che è la Chiesa: corpo di cui Lui è capo e noi siamo le membra”.

Il Cardinale ha poi aggiunto: “sono e siamo perciò particolarmente vicini alla comunità parrocchiale di Casaglia, ai suoi sacerdoti e a tutti i fedeli per quanto è stato commesso. Al tempo stesso desidero innalzare da questa Cattedra un’ardente preghiera nei confronti di coloro che si sono macchiati di una tale responsabilità e dei loro mandanti, che si sono assunti una responsabilità ancora maggiore. Li invito a pentirsi per questo scempio e dico loro che profanare il Santissimo Sacramento e un gesto che non ha limiti e li esorto a riconsegnare le particole consacrate, ricordando loro che questo crimine può essere assolto soltanto per l’autorità del Sommo Pontefice”.

 


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