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Pedofilia: resta carcere ex sacerdote

Edizione del: 12 ottobre 2013

Resta in carcere Patrizio Poggi, l’ex prete arrestato il 28 giugno con l’accusa di calunnia aggravata e continuata per aver screditato alti Prelati della Curia, tirandoli in ballo, pur sapendoli innocenti, in un presunto giro di pedofilia e prostituzione minorile.

Anche se l’indagine sul suo conto si è conclusa con il giudizio immediato, per il Gip Maria Paola Tomaselli non sono venute meno le esigenze cautelari, come invece aveva argomentato l’Avvocato Federico Spuntarelli, che nell’istanza chiedeva per il proprio assistito la sostituzione del carcere con una misura più morbida come il divieto di dimora a Roma.

Poggi, per il Gip, è incline alla calunnia ed è ancora pericoloso socialmente: dunque, quella del carcere è l’unica misura al momento più idonea.

L’ex prete, sospeso “a divinis” dopo la condanna definitiva a 5 anni di reclusione per violenza sessuale, scontata nel 2008, sarà processato il 20 novembre prossimo dal Tribunale Monocratico.

La Procura gli contesta di aver rivelato in due denunce, tra il marzo e il giugno scorso, “circostanze non veritiere in ordine alla presunta esistenza di un’organizzazione criminale gestita da 3 personaggi romani, attiva nel procacciare ragazzi italiani e stranieri, anche minorenni, per avviarli alla prostituzione maschile in favore di vari esponenti del Clero romano” di cui aveva indicato i nominativi.

Poggi, secondo chi indaga, avrebbe agito così in quanto animato da motivi di risentimento personale nutrito nei confronti di quei sacerdoti che lo avrebbero scaricato dopo la sua condanna e ostacolato nel suo progetto di essere reintegrato nell’Ordine Clericale.

L’imputato, dal canto suo, anche in un recente interrogatorio, ha spiegato di aver agito in buona fede, confermando la bontà delle sue dichiarazioni, apprese in buona parte da alcuni romeni, e precisando di aver voluto denunciare tutto all’Autorità Giudiziaria perché “spinto dal dovere di tutelare la Santa Chiesa”.


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